Bonus baby sitter fino a 2.000 euro, ecco i beneficiari

Naspi Inps più lunga

Scuole chiuse, genitori che lavorano e necessità di trovare una persona che accudisca i figli. Questa una delle problematiche con cui, fin dallo scorso mese di marzo, molte famiglie italiane devono convivere.

E proprio dallo scorso mese di marzo che le famiglie italiane in queste condizioni  possono sfruttare alcuni incentivi, tra cui il bonus baby sitter. Ma ci sono anche i rimborsi per i centri estivi ed una serie di misure per l’infanzia.

Il bonus baby sitter è sicuramente la misura più importante tra quelle destinate alle famiglie con figli piccoli a casa. Vediamo in sintesi come funziona questo bonus e cosa devono sapere le famiglie che intendono sfruttarlo.

Bonus baby sitter, come funziona?

bonus famiglie

Venire incontro alle difficoltà delle famiglie italiane anche per quanto riguarda i problemi causati dalla chiusura delle scuole. Questo uno dei campi di intervento del governo in questa fase di assoluta emergenza sia sanitaria che economica. E le scuole tornano ad essere chiuse, con Dpcm ed ordinanze restrittive che in alcune zone sembrano richiamare al lockdown di marzo.

Per l’infanzia quindi, bonus baby sitter, rimborso delle spese per i centri estivi e servizi suppletivi per i bambini. Le famiglie possono presentare le domande entro il 31 dicembre 2020.

Col decreto Rilancio questi bonus sono stati confermati e implementati, compreso il surplus destinato alle famiglie i cui genitori, entrambi o uno solo lavorano nel settore sanitario.

Il libretto famiglia

Tutti i servizi e le prestazioni rese a partire dal 5 marzo e fino allo scorso 31 agosto possono essere remunerate tramite ilo libretto famiglia con richieste da parte delle famiglie fino al 31 dicembre prossimo.

Il Libretto famiglia INPS è uno strumento che serve per retribuire prestazioni di lavoro occasionale e che ha sostituito i vecchi voucher. Dal punto di vista del funzionamento però, anche il libretto famiglia ricalca quello dei voucher.

Il libretto famiglia è un libretto nominativo prefinanziato, composto proprio da voucher, ognuno dei quali del valore di 10 euro. Il suo utilizzo è destinato a colf, badanti, piccoli lavori casalinghi, ripetizioni private e baby sitteraggio.

Il bonus baby sitter, erogato tramite il Libretto Famiglia, arriva fino a 2.000 euro, cifra quest’ultima però, appannaggio esclusivamente di famiglie con genitori che lavorano in ambito sanitario. Si è voluto così dare una mano alle persone che maggiormente sono state occupate in prima linea contro il Covid in questi lunghi mesi di pandemia.

Bonus baby sitter, di cosa si tratta?

bonus baby sitter

Inizialmente il bonus per i servizi baby sitter era tra i 600 ed i 1.000 euro, ma il perdurare dell’emergenza ha costretto il governo a potenziarlo, fino a 2.000 euro per i soggetti prima citati, ma con valore massimo per famiglie senza lavoratori sanitari che può arrivare a 1.200 euro.

Possono richiedere il bonus  i lavoratori del settore privato, i lavoratori iscritti alla Gestione Separata, i lavoratori autonomi sia iscritti all’Inps che alle casse professionali. Per quanto riguarda i 2.000 euro destinati al personale sanitario, come previsto dal decreto Ristori Bis, il benefit è valido per medici, infermieri, operatori sociosanitari, tecnici di laboratorio biomedico o di radiologia medica.

Sempre il decreto Ristori Bis ha prodotto anche la novità riguardante l’iscrizione suppletiva per l’accesso ai servizi per l’infanzia, la registrazione per accedere ai servizi socio educativi per la prima infanzia per i bambini dai 3 mesi ai 3 anni, l’ammissione presso i centri educativi e la registrazione presso i centri ricreativi, cioè tutte tipologie di attività per i bambini che adesso rientrano nel bonus baby sitter.

La misura è richiedibile anche da chi ha già hanno usufruito dei bonus Inps possono nuovamente accedere alle prestazioni presentando una domanda integrativa alla luce delle novità introdotte e delle maggiori cifre corrisposte. Per esempio, un operatore sanitario a cui è stato dato in precedenza un bonus da 1.200 euro può presentare domanda integrativa per arrivare a 2.000 euro.

 La misura quindi è destinata ai lavoratori con figli minori di anni 12 ma a condizione che questi siano  regolarmente registrati presso i servizi educativi scolastici fino alla data 31 luglio scorso.

Per il bonus centri estivi occorre allegare alla domanda da presentare all’Inps, la copia della registrazione effettuata presso la struttura con riportato dentro, il periodo in cui il figlio ha frequentato il centro e la copia di tutte le ricevute delle spese effettivamente sostenute.  

Per questa tipologia di benefit l’Inps liquida tramite accredito su conto corrente bancario o postale, per questo motivo i richiedenti devono indicare le coordinate bancarie.

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