Reddito di cittadinanza: come funziona, importi, requisiti e domanda

reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza è entrato in vigore dal mese di aprile 2019. La misura fu introdotta con il cosiddetto “Decretone”, cioè con il decreto che tra le altre cose varò quota 100. Erano i tempi del primo governo Conte, quello dei due Vicepremier Salvini e Di Maio e di Movimento 5 Stelle e Lega in maggioranza.

La misura è una prestazione assistenziale che cerca di ridurre il grave problema della povertà, ma che allo stesso tempo prevede politiche attive sul lavoro.

Infatti, oltre ad un aiuto reddituale mensile erogato a singoli e famiglie che beneficiano del sussidio, il reddito di cittadinanza punta al ricollocamento lavorativo e sociale dei beneficiari stessi.

La misura come importi e come condizioni di accesso è strettamente collegata alle condizioni reddituali e di composizione del nucleo familiare dei richiedenti. Vediamo quindi nello specifico tutto ciò che si deve sapere su questa importante misura.

Reddito di cittadinanza, di cosa si tratta?

Il Reddito di cittadinanza è una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, come viene definita dal Ministero del Lavoro. Nello specifico il sussidio cerca di dare sostegno a chi vive al di sotto della soglia della povertà che per l’Istat è pari a 780 euro al mese.

E proprio sulla soglia della povertà che è calmierato il reddito di cittadinanza. Infatti la parte assistenziale della misura è una integrazione al reddito di questi beneficiari, che ricevono di sussidio la parte di reddito loro mancante per arrivare a 780 euro.

Ma c’è da fare una precisazione sugli importi. Infatti, la parte di integrazione al reddito di una famiglia o di un nucleo familiare va distinta dalla componente di ristoro delle spese di affitto o di mutuo.

I 780 euro al mese infatti spettano solo ad un single, naturalmente senza reddito e con abitazione principale con regolare contratto di fitto.

Dal punto di vista delle politiche attive sul lavoro invece, il reddito di cittadinanza è collegato ad un percorso di reinserimento lavorativo e sociale dei beneficiari. Non solo il richiedente ed assegnatario del benefit, ma anche i componenti il nucleo familiare. Infatti gli attivi (soggetti in età lavorativa) della famiglia che percepisce il reddito di cittadinanza, devono sottoscrivere un Patto per il lavoro o un Patto per l’inclusione sociale.

Grazie a questo patto, i servizi sociali comunali ed i centri per l’impiego predisporranno delle iniziative, dei percorsi e dei corsi atti a permettere la riqualificazione professionale, lavorativa ed il reinserimento sociale di queste persone.

Reddito di cittadinanza tutti i requisiti necessari

Il Reddito di cittadinanza è fruibile, dal punto di vista del richiedente, da soggetti che hanno compiuto 18 anni di età. La misura può essere concessa a cittadini italiani, comunitari o extracomunitari con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno) o titolare di protezione sussidiaria.

Per poter ottenere il reddito di cittadinanza occorre essere residenti in Italia, regolarmente ed effettivamente, da almeno 10 anni prima di presentare domanda di inserimento nella misura. Gli ultimi due anni di residenza su suolo italiano devono essere continuativi.

Reddito di cittadinanza ed Isee

Lo strumento utile all’individuazione dei beneficiari è sempre l’Isee, naturalmente riferito a tutto il nucleo familiare del richiedente.

Per poter rientrare nella misura occorre avere un Isee non superiore a 9.360 euro. Poi bisogna non superare come reddito familiare i 6.000 euro annui. Questo reddito familiare però è commisurato al numero dei componenti il nucleo familiare e quindi va rapportato  al corrispondente parametro della scala di equivalenza che prevede un coefficiente pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare, incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente maggiorenne e di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1 che sale a 2,2 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza.

Dal punto di vista del patrimonio, non bisogna avere immobili, sia in Italia che all’estero, di valore superiore ai 30.000 euro, senza considerare nel calcolo la casa abitazione principale del nucleo familiare.

Infine, occorre avere una dotazione di soldi in banca o alle Poste, cioè libretti di risparmio, conti correnti, buoni fruttiferi, carte di credito e carte di debito e qualsiasi altro strumento finanziario, cioè il patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro. Questo il limite per i single, perché per le famiglie composte da due o più persone il limite sale di 1.000 euro in più per ogni figlio oltre il secondo fino alla soglia massima di 10.000 euro. Sale di 5.000 euro in più per ogni componente con disabilità e di 7.500 euro in più per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza.

Oltre a questi requisiti, occorre che nessun componente il nucleo familiare del richiedente deve essere proprietario di autovetture, immatricolate nei 6 mesi che precedono la domanda del sussidio, autoveicoli che hanno una cilindrata superiore a 1.6 cc, o motoveicoli superiori a 250 cc immatricolati nei due anni che precedono la domanda.

Reddito di cittadinanza, gli importi

Il sistema con cui l’Inps assegna il reddito di cittadinanza ad una famiglia di beneficiari è basato su una componente a integrazione del reddito ed una a integrazione di canone di locazione della casa o della rata del mutuo sempre relativo alla casa di abitazione principale.

La componente a integrazione del reddito per un single è pari a massimo 500 euro al mese. La parte di reddito di cittadinanza per il cosiddetto affitto imputato invece è pari a 280 euro, sempre al mese. Per il mutuo invece la soglia è pari a 150 euro al mese.

Secondo la tabella ministeriale relativa al reddito di cittadinanza, dal momento che il sussidio è basato anche sui componenti la famiglia del beneficiario, gli importi massimi ottenibili variano da 6.000 euro all’anno (500 euro al mese) per un single a 12.600 per le famiglie più numerose (1050 euro al mese.

La misura viene erogata per un periodo massimo di 18 mesi prorogabili per ulteriori 18 mesi dopo uno stop di 30 giorni.

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