Reddito di cittadinanza e rinnovo, come fare?

Reddito di cittadinanza

Ancora pochi giorni di tempo per poter rinnovare il reddito di cittadinanza per quanti hanno già goduto dei primi 18 mesi di sussidio.

Il Reddito di cittadinanza, la famosa misura di contrasto alla povertà varata dal primo governo Conte, quello di Lega e Movimento 5 Stelle in maggioranza lo scorso settembre è arrivato al giro di boa per molti beneficiari. Infatti per i primi che hanno presentato domanda nel marzo 2019, con la prima ricarica del sussidio ricevuta ad aprile dello stesso anno, lo scorso settembre sono scaduti i 18 mesi di beneficio. Ma se le condizioni di disagio che hanno dato diritto a percepire questi primi 18 mesi di beneficio sono ancora presenti, il Reddito di cittadinanza può essere rinnovato per ulteriori 18 mesi.

Naturalmente ci sono delle condizioni da rispettare, anche se per questi mesi di chiusura 2020, grossi problemi per i beneficiari del sussidio fino a settembre, non dovrebbero presentarsi. Semmai andrà verificato il diritto alla fruizione nel 2021, quando, pur senza dover presentare domanda, occorrerà aggiornare l’Isee, che resta il parametro di riferimento per poter avere accesso alla misura.

Reddito di cittadinanza, durata 18 + 18

Il Reddito di cittadinanza è concesso per un periodo massimo di 18 mesi, trascorsi i quali può essere rinnovato, previa sospensione di un mese. Se permangono le condizioni di bisogno, a partire dal mese successivo alla scadenza si può puoi presentare una nuova domanda. Se vengono rispettati i requisiti prescritti per l’accesso alla misura, dal mese successivo alla domanda, si potrà ottenere un beneficio per ulteriori 18 mesi sulla stessa Carta.

L’erogazione del beneficio è sempre condizionata alla presenza di Isee in corso di validità e al mantenimento di requisiti e obblighi di legge. La procedura di rinnovo è la stessa utilizzata per le nuove domande. Questo ciò che testualmente viene riportato nel decreto che varò la misura e nelle circolari esplicative prodotte dall’Inps, che resta l’ente di riferimento per la presentazione delle istanze di Reddito di cittadinanza.

Cosa devono fare i primi beneficiari che devono rinnovare il sussidio

Come dicevamo, a settembre sono stati completati i primi 18 mesi di vita del Reddito di cittadinanza e sono scaduti i primi 18 mesi di fruizione del beneficio per molte famiglie e molti singoli.

La normativa della misura è semplice e prevede che per rinnovare il sussidio occorre aspettare un mese dopo l’ultima rata ricevuta. Pertanto, chi ha incassato l’ultimo mese di beneficio a settembre, dovrà presentare domanda entro il 30 ottobre per poter rientrare tra i beneficiari e ottenere altri 18 mesi di beneficio, probabilmente a partire dal pagamento del mese di novembre.

Oltre alla condizione di attesa di un mese, dimostrata dal fatto che sul portale dell’Inps, i beneficiari che si trovano in questa condizione troveranno la dicitura “terminato” in riferimento al loro sussidio, occorre che  la situazione di disagio sociale e lavorativo che ha dato diritto ad entrare nel programma, continui ad essere viva.

Serve l’Isee in corso di validità, ed a meno di grossi cambiamenti reddituali e patrimoniali sopraggiunti negli ultimi mesi, sarà lo stesso Isee utile alla conferma del beneficio di gennaio 2020, ad essere quello di riferimento per il rinnovo. Pertanto, probabilmente tutti quelli che erano beneficiari del sussidio fino a settembre lo saranno anche per i mesi di novembre, dicembre e gennaio 2021. Sarà poi ad inizio 2021 che occorrerà rinnovare l’Isee aggiornandolo ai dati reddituali e patrimoniali del 2019 (l’Isee valido quest’anno è aggiornato ai dati 2018). Ed in quel frangente che occorrerà verificare ancora il possesso dei requsiti utili per accedere alla misura.

Domanda rinnovo Reddito di cittadinanza, come fare?

Per quanto concerne le domande, la procedura di presentazione resta quella telematica. Occorre infatti collegarsi al sito dell’Inps o a quello dell’Anpal (Agenzia nazionale politiche attive sul lavoro). La procedura telematica può essere svolta in piena autonomia da quanti hanno accesso ai servizi digitali dell’Inps, con il Pin dispositivo (l’Inps da ottobre non rilascia più nuovi Pin) dell’Istituto, con il Sistema Pubblico di Identità Digitale (Spid), con la Carta Nazionale dei Servizi (Cns) o con la Carta di identità elettronica (Cie). In alternativa basterà rivolgersi a Caf e patronati che possono assistere gratuitamente gli interessati nell’espletare la pratica dal momento che hanno stretto convenzione con il Ministero.

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