Riforma pensioni: 62 anni con anticipo calcolato, la proposta di Tridico

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Il tema riforma delle pensioni ha un nuovo capitolo molto importante. Una nuova proposta direttamente dal direttore dell’Inps, Pasquale Tridico. Durante la consueta audizione dell’Inps, per la presentazione della relazione annuale, Pasquale Tridico ha di fatto proposto una sua particolare visione di come dovrebbe essere la riforma delle pensioni, magari per il dopo quota 100. Diverse le firme di anticipo che Tridico propone. 

Pensione flessibile anche per Tridico

La via tracciata dal numero uno dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale è quella della flessibilità. E non potrebbe essere diversamente dal momento che il sistema verte ormai quasi del tutto sul sistema contributivo. Ed un sistema previdenziale di tipo contributivo non può non essere incentrato sul requisito della flessibilità. 

Se chi prima esce dal lavoro, meno prende di pensione, perché meno contributi ha versato, inevitabilmente al lavoratore deve essere lasciata la libertà di scegliere quando lasciare il lavoro. E per Tridico la via di uscita sarebbe a 62 anni con 20 anni di contributi. Un mix tra quota 100 e pensione di vecchiaia. La pensione flessibile di Tridico, come quota 100, prevede l’uscita a 62 anni, ma con meno anni di contributi. Infatti anziché 38 ne servirebbero 20, alla stregua della pensione di vecchiaia. 

Pensione a 62 anni, con penalità immediata o futura

Anticipo a 62 anni quindi, questo ciò che propone il Presidente dell’Istituto Previdenziale. Ma si tratterebbe di una misura particolare, che possiamo definire di anticipo calcolato. Infatti il lavoratore una volta raggiunta l’età minima prevista, cioè i 62 anni ed una volta completati i 20 anni di contributi, possono optare per l’uscita. Ma devono accettare il penalizzante ricalcolo contributivo della pensione.

Questo significa percepire un assegno più basso e pure di molto se sono tanti gli anni di contributi versati prima del 1996 (anno di entrata in vigore del metodo contributivo con la riforma Dini).Ma la penalizzazione sarebbe temporanea, perché durerebbe fino al raggiungimento dei 67 anni di età della pensione di vecchiaia ordinaria.

Il pensionato accederebbe all’anticipo con pensione ridotta, che poi verrebbe innalzata con l’aggiunta della quota retributiva una volta arrivati alla quiescenza di vecchiaia. Ma per Tridico il lavoratore dovrebbe poter avere anche una seconda via, quella di spostare la penalizzazione al futuro. In pratica il lavoratore potrebbe pure richiedere la pensione senza penalità, facendosi anticipare di fatto la quota retributiva. Una volta raggiunti i 67 anni di età, la parte di pensione retributiva incassata in più, andrebbe restituita con tagli sulla pensione futura. 

Per tutti pensione a 64 anni

Il discorso di Tridico ha spaziato su tutto il fronte della Previdenza. Infatti la riforma per il Presidente dell’Inps dovrebbe guardare anche a chi perde il lavoro dei 60 anni in poi. E naturalmente servirebbe la pensione di garanzia per i giovani o delle misure che prevedono agevolazioni per chi svolge lavori usuranti. 

E per cancellare del tutto la riforma Fornero, la pensione dovrebbe essere concessa già a 64 anni di età e sempre con 20 di contributi, perché la riforma d governo Monti/Fornero ha dato una mano in termini di sostenibilità del sistema, ma non certo dal punto di vista dell’equità sociale. 

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