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Pensione anticipata 2023 a 62 anni di età ma con qualcosa da sapere prima

Torna a 62 anni l’età di uscita utile per molti lavoratori con carriere di un certo tipo. Si tratta dell’effetto di una nuova misura introdotta dal Governo Meloni che si chiama quota 103. Nel 2023 entra la quota 103 ed esce la quota 102. Cambia l’età di uscita, diventando più favorevole. Ma cambia anche la dote di contribuzione necessaria, che diventa più aspra. E ci sono alcuni limiti alla misura che possono finire con il determinare l’uscita o meno da parte di chi è chiamato a scegliere, cioè il lavoratore. Perché è vero che entra la pensione anticipata 2023 a 62 anni di età ma con qualcosa da sapere prima di scegliere questa misura.

Pensione anticipata 2023, 62 anni di età ma con qualcosa da sapere prima

Nel passaggio da quota 102 a quota 103 cambia qualcosa a livello di requisiti utili alle pensioni con le quote. Sale di 3 anni l’ammontare minimo dei contributi versati previsti. Si passa da 38 anni a 41 anni. L’età minima per sfruttare la misura passa da 64 a 62 anni, tornando all’età che era stata quella minima di quota 100 per il suo triennio di attività (dal 2019 al 2021 ndr). Ma dei 41 anni di contributi versati, almeno 35 anni devono essere neutri da contributi figurativi per disoccupazione o malattia.

Lavorare e prendere la pensione, quando non è possibile

I contributi figurativi oltre i 35 anni effettivi e fino ai 41 anni, sono validi ed utili sia al diritto che alla misura della prestazione. Quelli figurativi eventualmente in più sono utili sollo al calcolo della misura e non eventualmente al diritto. Chi prenderà la pensione con la quota 103 non potrà però lavorare. Un vincolo che è stato il medesimo anche per la quota 100 e per la quota 102. O si sceglie la pensione o si resta a lavorare. L’unica eccezione è rappresentata dal lavoro autonomo occasionale ma entro la soglia di 5.000 euro annui.