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Pensione anticipata 2023, dai 58 ai 62 anni le novità

In arrivo la riforma pensioni con 3 forme di pensione anticipata per il 2023: dall’Opzione donna alla Quota 103.

La Legge di Bilancio sta per essere pubblicata con tutte le novità che ci saranno a livello di pensione anticipata 2023. Dalle proroghe dell’Ape sociale e dell’Opzione donna all’introduzione della nuove Quota 103. Ma quali saranno le effettive novità per chi vuole andare in pensione con queste tipologie di pensione anticipata il prossimo anno?

Le due proroghe tra polemiche e conferme

L’Ape sociale sarà rinnovata senza alcun cambiamento e consentirà, quindi, di andare in pensione esattamente come quest’anno. A 63 anni con 30 anni di contributi per disoccupati, caregiver e invalidi. Con 32 anni di contributi per gli edili e con 36 anni di contributi per i lavoratori gravosi.

Caso diverso è quello dell’Opzione donna. La proroga ci sarà ma nell’attuale bozza della Legge di Bilancio la misura ha subito molti cambiamenti. Ad andare in pensione a 58 anni potranno essere solo le lavoratrici disoccupate. O quelle invalide o caregiver che hanno avuto almeno 2 figli. Perché la misura, a quanto sembra, lega l’età di accesso al numero di figli avuti oltre che ai profili di tutela.

Potranno accedere a 59 anni le invalide e le caregiver con almeno un figlio e a 60 anni quelle che di figli non ne hanno avuti. La generalità delle lavoratrici resta esclusa. E questo ha scatenato non poche polemiche al punto che si sta pensando di apportare qualche cambiamento alla misura cercando un rinnovo diverso. Ovvero una proroga secca per come la misura è adesso. C’è tempo ancora una decina di giorni per apportare modifiche alla Legge di Bilancio.

Pensione anticipata 2023 a 62 anni

La Quota 103 prenderà il posto dell’attuale Quota 102. Richiederà per l’accesso almeno 62 anni di età ed almeno 41 anni di contributi. Ma essendo una misura che nasce da una costola della Quota 102 ne erediterà tutti i divieti e vincoli. Ovvero divieto di lavorare fino al compimento dei 67 anni e TFS per gli statali solo dopo il compimento dei 67 anni. A questo si aggiunge un limite nuovo di zecca che riguarda l’importo: pensione erogata fino ad un massimo di 2.625 euro lordi. Se spetta un importo lordo più alto si potrà ricevere la pensione intera solo dopo il compimento dei 67 anni.