Pensione di vecchiaia anche nel 2021, ma con quali requisiti?

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Riforma delle pensioni a parte, che tra l’altro non dovrebbe vedere i natali prima del 2022, l’anno prossimo in materia previdenziale la voce grossa continueranno a farla le due misure cardine del sistema, la pensione anticipata e la pensione di vecchiaia.

Si tratta dei due pilastri del sistema, con la pensione anticipata che non ha limiti di età e con la pensione di vecchiaia invece che si basa sull’età pensionabile. Con la prima che distingue tra uomini (che vanno in pensione con un anno di contributi in più) e donne e con la seconda che non ha distinzioni di genere. Anche nel 2021 l’età pensionabile resterà ferma ai requisiti odierni. In uscita quindi i nati nel 1954. Ma come funziona la pensione di vecchiaia? Ecco le cose da conoscere di quella che resta la misura principe dell’intero sistema pensionistico italiano.

Cos’è la pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia è una misura strutturale che prevede due condizioni da rispettare per poterla centrare. La prima è il raggiungimento di una determinata soglia di contributi versati, cioè la carriera lavorativa. La seconda condizione invece è la già citata età anagrafica, la cosiddetta età pensionabile. Dopo anni di incrementi dell’età pensionabile, per via del collegamento della misura alla stima di vita degli italiani, da qualche anno la misura ha visto fermarsi l’età utile alla pensione a 67 anni e così sarà anche nel 2021.

Tra l’altro, questa età, oltre che rappresentare uno dei requisiti della pensione di vecchiaia, è l’età pensionabile generalmente valida per la stragrande maggioranza delle misure che hanno nell’età del richiedente un fattore distintivo. Infatti a 67 anni si percepisce l’assegno sociale, a 67 anni si esce con l’opzione contributiva Dini, a 67 anni si esce con ognuna delle tre deleghe Amato.

Ricapitolando, la pensione di vecchiaia è quella prestazione previdenziale che eroga l’INPS a lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago), ai fondi sostitutivi, esclusivi e esonerativi sempre dell’Ago e alla gestione separata dell’INPS.

Requisiti per la pensione di vecchiaia nel 2021

La pensione di vecchiaia si centra una volta completata la coppia di requisiti previsti, cioè  l’età e i contributi versati. Oggi la misura si raggiunge con 67 anni di età compiuti e con almeno 20 anni di contributi previdenziali a qualsiasi titolo versati. Stessi identici requisiti quelli che serviranno nel 2021, cioè dal prossimo gennaio.

Per contributi a qualsiasi titolo versati, in linea di massima si intendono davvero tutti i contributi, compresa naturalmente la contribuzione figurativa (servizio militare, disoccupazioni indennizzate Inps, maternità).

Pensione di vecchiaia, i chiarimenti

Per qualcuno i 67 anni di età per la pensione di vecchiaia non sono necessari per quei lavoratori che rientrano tra i lavori gravoso

Per chi rientra tra le 15 categorie di lavoro gravoso previste dal governo e valide anche per Ape sociale e Quota 41, oppure chi rientra tra gli addetti ai lavori usuranti, l’età pensionabile con una autentica deroga, è stata bloccata a 66 anni e 7 mesi. C’è però una condizione peggiorativa in termini di requisito contributivo. Infatti se per la generalità dei potenziali beneficiari della pensione di vecchiaia, con i 67 anni di età, servono 20 anni di contributi versati.

Per questi che godono di 5 mesi di sconto in termini di età, sono necessari 30 anni di contributi versati (10 anni in più quindi). Sia l’attività usurante che quella gravosa, devono essere state svolte per almeno 7 degli ultimi 10 anni di carriera.

Decorrenza della pensione di vecchiaia

Per quanto riguarda la data di decorrenza della pensione, cioè la data in cui si potrà ricevere il primo rateo di pensione spettante, questa scatta dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si raggiungono i requisiti per l’uscita dal lavoro. Al contrario della sopracitata pensione anticipata (ma questo vale per opzione donna, quota 41 e quota 100), per la pensione di vecchiaia non esistono finestre mobili di uscita.  anche nessuna finestra mobile è stata prevista).

La pensione di vecchiaia si centra a condizione che si cessi la propria attività di lavoro dipendente. Nel caso in cui il beneficiario della pensione è un lavoratore autonomo, l’obbligo di cessare la propria attività lavorativa decade.  

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