Pensioni dicembre pagate a novembre: tredicesima, quattordicesima e bonus

legge di Bilancio

Per via dell’emergenza epidemiologica, da mesi ormai le pensioni vengono anticipate dall’Inps per chi le percepisce alle Poste. E probabilmente sarà così anche a dicembre. Pertanto molti potrebbero essere chiamati all’incasso già negli ultimi giorni del corrente mese di novembre.

E sarà una pensione corposa per molti che hanno diritto a ben tre somme aggiuntive. Parliamo di tredicesima, quattordicesima e bonus tredicesima. Vediamo per chi, come e perché si prendono tutte queste somme aggiuntive di pensione con il rateo di dicembre.

Bonus tredicesima a dicembre, come funziona?

In attesa che venga confermato il pagamento anticipato anche per il mese di dicembre, naturalmente in base alla lettera iniziale del proprio cognome, molti pensionati sono in attesa della pensione di dicembre perché sarà nettamente più alta di quella di novembre. Questione di somme aggiuntive sui trattamenti previdenziali, a partire dalla tredicesima, che sarà erogata alla quasi totalità dei beneficiari di prestazioni Inps, per arrivare alla quattordicesima per molti che non la hanno incassata a luglio.

Ma a dicembre per molti pensionati è tempo anche di bonus tredicesima. Il bonus tredicesima è un benefit aggiuntivo a pensionati sotto una determinata fascia di pensione e reddito. Una erogazione aggiuntiva destinata quindi a pensionati con pensioni piuttosto basse.

La misura nasce con la manovra finanziaria del 2000, entrata in vigore nel 2001. La legge 388 del 2000 ha previsto questo bonus aggiuntivo della tredicesima per determinate categorie di pensionati. Il bonus tredicesima  è pari a 154,94 euro per chi lo percepisce interamente, mentre è erogato in misura ridotta ad altri pensionati in base ai requisiti prescritti.

Per quanto riguarda l’importo di pensione, i pensionati a cui il bonus tredicesima è destinato, non devono avere pensioni annue superiori a  6.596,46 euro (circa 507 euro al mese per 13 mensilità). Per chi invece ha pensioni più alte e comprese nella fascia da 6.596,46 ed i 6.751,40 euro, il bonus è erogato in misura ridotta. Dal bonus tredicesima per importo di pensione sono esclusi coloro che percepiscono trattamenti superiori a 520 euro al mese circa.

Importo ridotto dicevamo, perché per chi rientra nella fascia da 6.596,46 a 6.751,40 euro, il bonus spettante è dato dalla differenza tra 6.751,40 e l’importo effettivo della pensione annuale. Per un pensionato con assegno annuo di 6.700 euro, il bonus spettante sarà pertanto pari a 51,40 euro (6.571,40 – 6.700,00).

Oltre all’importo delle pensioni, anche i redditi contano per avere diritto al bonus tredicesima. Infatti il diritto al bonus tredicesima spetta solo a condizione che non si superino i 10.003,70 euro di reddito nel caso di pensionato non coniugato e i 20.007,39 euro per i pensionati coniugati. Il bonus tredicesima non spetta ai titolari di pensioni di invalidità civile, ai titolari dell’assegno sociale o ai titolari della pensione sociale.

Tredicesima pensionati,  a chi si rivolge?

La tredicesima è la mensilità aggiuntiva che spetta a tutti i lavoratori dipendenti ed anche ai pensionati. Chiamata anche gratifica natalizia per via del mese in cui generalmente è erogata, la tredicesima sulle pensioni è appannaggio di  pensionati titolari di pensione di vecchiaia, pensione anticipata, pensione di reversibilità, assegno ordinario d’invalidità e assegno sociale.

La tredicesima è una mensilità aggiuntiva pari alla pensione normalmente percepita. Per chi la percepisce in misura inferiore al rateo, la prima cosa da sapere riguarda la tassazione. Sulla tredicesima infatti non si godono per esempio, delle detrazioni, che sono assegnate anche ai pensionati su base annua, cioè calmierate su dodici mesi e non su tredici.

Inoltre la tredicesima è pagata in base ai mesi effettivi di pensione. La tredicesima anche per i pensionati si matura mese per mese, destinando una quota di pensione proprio alla tredicesima.

Per questo il pensionato che è diventato tale nel corso dell’anno e non dal primo gennaio, percepirà tanti dodicesimi di tredicesima, quanti sono stati i mesi di pensione ricevuti. In sostanza, un pensionato uscito dal lavoro a marzo 2020 incasserà 10 mesi di tredicesima e non 12. Se questo pensionato ha una pensione di 1.000 euro al mese, anziché percepire 1.000 euro di tredicesima ne incasserà 833 circa (1.000:12×10).

Quattordicesima pensioni a dicembre per chi non l’ha presa a luglio

La quattordicesima sulle pensioni si percepisce generalmente nel mese di luglio, insieme al rateo di pensione dello stesso mese. Sulla quattordicesima importante è l’anno di nascita. Infatti sono necessari 64 anni di età compiuti per avere diritto alla quattordicesima. Molti pensionati si trovano nella condizione di non aver percepito la mensilità aggiuntiva a luglio perché non avevano ancora compiuto i 64 anni (compiuti dopo il mese di luglio). A questi pensionati che hanno i requisiti per la quattordicesima, tale mensilità aggiuntiva arriverà nel mese di dicembre, insieme a tredicesima ed eventualmente a bonus tredicesima se spettante.

Se la tredicesima si percepisce in base ai mesi di pensione incassati nell’anno a cui la mensilità aggiuntiva si riferisce, per la quattordicesima fa fede l’aver compiuto 64 anni di età. La quattordicesima è erogata interamente solo per chi si trova ad aver compiuto 64 anni già il primo gennaio dell’anno a cui la quattordicesima è collegata. Per chi invece compie i 64 anni dopo il primo agosto, la quattordicesima spettante è erogata a dicembre.

Naturalmente in quota, perché il pensionato inizia a maturare la quattordicesima dal mese di compimento del 64imo anno di età. Perciò, un pensionato nato il 1° novembre 1956, che il primo novembre scorso ha compiuto 64 anni, avrà diritto ad una quota di quattordicesima solo per i mesi di novembre e dicembre.

Il calcolo della quattordicesima è basato sull’importo delle pensioni percepite e sui contributi versati. Per il requisito reddituale si dividono i pensionati in due fasce. La prima è per chi ha redditi annui lordi fino a 10.003,70 euro, mentre la seconda per chi ha redditi annui lordi fino a 13.338,26 euro.

Per quanto concerne i contributi invece, le fasce sono tre, cioè fino a 15 anni di contribuzione versata, sopra i 15 e fino a 25 anni ed oltre i 25. Se si tratta di pensionati da lavoro autonomo invece le fasce sono sopra i 18 anni, tra 18 e 28 ed oltre i 28. Gli importi di quattordicesima sono fissi sulle tre fasce. Per chi ha redditi entro 10.003,70 euro gli importi sono i seguenti:

  • Fino a 15 o 18 anni di contributi: 655 euro
  • Sopra 15 o 18 anni e fino a 25 o 28 anni: 546 euro
  • Sopra 25 o 28 anni di contributi: 437 euro

Per chi ha redditi fino a 13.338,26 euro invece, gli importi sono i seguenti:

  • Fino a 15 o 18 anni di contributi: 504euro
  • Sopra 15 o 18 anni e fino a 25 o 28 anni: 420 euro
  • Sopra 25 o 28 anni di contributi: 336 euro

In riferimento alla quattordicesima per dicembre, in base alla mensilità spettante si percepiscono tante quote quanti sono i mesi successivi al compimento del 64imo anni di età. Pertanto, un pensionato con 64 anni compiuti il primo novembre, avrà diritto a due mesi di quattordicesima. Perciò, se questo pensionato rientrava nella seconda fascia, con 20 anni di contributi spettanti ed una quattordicesima massima percepibile di 420 euro (il pensionato con redditi per esempio, da 12.000 euro annui), incasserà 70 euro di quattordicesima.

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