Assegno unico per le famiglie a chi ha un figlio: 10 miliardi

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Il Governo Conte pensa a un assegno unico per le famiglie a chi ha un figlio. Ma per finanziare l’idea servono 10 miliardi. Dove si trovano? E poi, sarebbe l’Inps a erogarlo? L’assegno universale per i figli è in un disegno di legge. Il Sole 24 Ore lo definisce una erogazione di denaro mensile (o di un credito d’imposta) che le famiglie dovrebbero ottenere per ciascun figlio, dal settimo mese di gravidanza, fino al ventunesimo anno di età. E non solo i lavoratori dipendenti, ma anche gli autonomi, i liberi professionisti, gli incapienti, i disoccupati.

Un terzo delle risorse necessarie deriverebbero dai fondi attualmente destinati alle detrazioni Irpef per figli a carico (che valgono 8,2 miliardi, sui 25,9 ritenuti necessari per far funzionare a regime l’assegno unico). Due miliardi dovrebbero andare ad alleggerire il cuneo fiscale a carico delle imprese, che in parte oggi finanziano gli assegni al nucleo familiare: un’altra prestazione che dovrebbe confluire nel nuovo assegno unico.

Il percorso parlamentare dell’assegno unico è legato a doppio filo con quello della legge di Bilancio 2021, perché dai fondi disponibili dipenderà l’ampiezza dell’intervento.

Il nodo risorse L’assegno unico sarà finanziato in parte con il graduale superamento o con la soppressione di misure già esistenti, come gli assegni per il nucleo familiare e le detrazioni per figli a carico, il bonus bebé, il premio alla nascita. In tutto, un tesoretto da 15 miliardi dal 

I 10 miliardi possono essere presi dal Recovery Fund? Lo pensa il ministro per la Famiglia Elena Bonetti: è importante riuscire a far partire l’assegno unico e universale da gennaio 2021. Il Recovery Fund libera risorse e molte potranno convergere sull’assegno, aggiunge. Il calcolo delle necessità andrà fatto nel quadro di una riforma fiscale.

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