Educazione finanziaria: Italia fanalino di coda

Educazione finanziaria

Italia maglia nera sull’educazione finanziaria. Il report, stilato da Aviva Assicurazioni in collaborazione con The European House – Ambrosetti, boccia il popolo italiano; perché, anziché investire il proprio denaro presente in banca, preferisce il risparmio.

I numeri sono impietosi: su una valutazione massima di 9, il punteggio massimo è pari a 3,5, dunque gravemente insufficiente. La conseguenza diretta dello scenario illustrato è un ulteriore rallentamento del processo di ripresa. Il Belpaese cade quindi sempre più in basso, e vede le altre Nazioni prendere il largo. 

Educazione finanziaria: italiani dietro la lavagna

La Banca centrale europea calcola che nel mese di marzo del 2020, con l’esplosione dell’emergenza sanitaria da Coronavirus, gli italiani hanno depositato in banca qualcosa come 16,8 miliardi di euro. Un ammontare decisamente più elevato in confronto alla media, stimata in 3,4 miliardi di euro, circa cinque volte tanto. Rispetto al mese di marzo del 2019 l’incremento ha sfondato il muro del 250%. 

Riguardo al tema, il 71,2% degli italiani (quasi tre su quattro) ha sempre potuto beneficiare delle medesime entrate. Si prendono in considerazione i dipendenti pubblici, i lavoratori attivi (non in cassa integrazione) e i pensionati.

Ma non è tutto. Difatti, secondo il più recente rapporto Censis-Assogestioni, la liquidità per le famiglie italiane ha registrato un aumento di oltre 34,4 miliardi di euro nel trimestre più complicato della pandemia. 

Investimenti privati per supportare l’economia reale

Il Chief Executive Officer di Aviva, Izquierdo Saugar, il cui intervento è stato riportato dal portale Business Insider Italia, ha lanciato un appello. Che le istituzioni, i maggiori operatori del ramo finanziario e assicurativo giochino di squadra.

Attraverso il buon esempio, gli italiani avranno modo di comprendere l’importanza dell’educazione finanziaria. Inoltre, Saugar ha ricordato come nelle fasi di recessione siano proprio gli investimenti privati a garantire un supporto essenziale per l’economia reale del Paese. 

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Circa l'autore

Giornalista pubblicista, laureato in Economia Aziendale all’Università degli Studi di Bergamo nel 2013, con la tesi “L’evoluzione del marketing nel calcio inglese e tedesco: due sistemi a confronto” (relatore Alberto Marino, interventi di Marcel Vulpis, Christian Giordano, Gianfranco Teotino e Gianni Di Marzio). La tesi è poi confluita nella biblioteca Gea World
Dal 2018 al 2019 curatore web per l’Avv. Stefania Calì, specializzata nel diritto di famiglia.