Reddito di cittadinanza: il lavoro è un miraggio in Campania

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Numeri traumatici in Campania: 700mila beneficiari del reddito di cittadinanza, solo in 19mila con un lavoro. Un flop colossale. Meno del 3 per cento tra i titolari del sussidio ha attualmente un’occupazione. In questa splendida Regione, si incassa l’assegno più alto d’Italia (importo medio 629 euro) senza finora vedere nemmeno l’ombra di un impiego. 

No. Non era questo l’obiettivo del reddito di cittadinanza. Non vogliam neppure lontanamente pensare che una certa parte politica abbia introdotto quella misura di assistenza pura come strumento per formare consenso. 

Doveva essere un sostegno economico per il reinserimento e l’inclusione sociale. Ma il reddito di cittadinanza si è trasformato in mero sussidio anti-povertà. Cosa che sicuramente la politica non vuole. Tra i dati aggiornati ai primi di luglio, spicca Napoli con 140mila nuclei assegnatari (e 432 mila persone titolari) su 221mila richieste presentate. Segue Caserta con 41.600 famiglie, Salerno con 29.700, Avellino con 10mila, infine Benevento con 6.800.

Ora speriamo nel reddito di emergenza. La Campania resta tra le prime in Italia per numero di beneficiari: 613 euro mensili in media erogati per soli due mesi (maggio e giugno) in seguito alla pandemia di Covid. Sono 107 mila i beneficiari, 38.500 i nuclei familiari coinvolti, accolte 38mila domande (di cui 34mila in pagamento) su 73 mila, 31.300 sono state respinte. Il 39 per cento delle famiglie ha già percepito due mensilità del beneficio, sbranando la prestazione prevista dal decreto. 

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