Cassa integrazione, denuncia commercialisti: “Inps ritardo”

cassa integrazione

Dopo la pubblicazione della circolare INPS n. 115/2020, i commercialisti denunciano i ritardi dell’Istituto per quanto riguarda la cassa integrazione. Nella nota congiunta di UNICO, SIC, UNAGRACO e ANC del 1° ottobre 2020, i professionisti comunicano che il documento con le nuove istruzioni arreca disagio ai contribuenti ma soprattutto ai professionisti che avevano già effettuato gli adempimenti inerenti al mese di settembre.

Cassa integrazione: le domande scadevano il 30 settembre

Le domande di casse integrazione attinenti ai mesi di luglio e agosto 2020 andavano presentate entro il 30 settembre; l’ultimo giorno del mese successivo all’entrata in vigore del decreto Agosto. Alla ingarbugliata situazione si sommano i ritardi nelle erogazioni delle prestazioni.

In apertura del comunicato stampa, le sigle sindacali accusano l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale di aver dimostrato, ancora una volta, la propria inadeguatezza nell’affrontare una circostanza straordinaria come quella attuale. Le associazioni di categoria lamentano i disagi causati ai lavori e alle aziende, poiché le formalità circa il mese di settembre erano già state predisposte, nonostante nelle indicazioni operative mancasse la certezza. 

A rendere più complicata la situazione sono le direttive fornite nel decreto Agosto; stando a cui le domande di CiG relative ai mesi di luglio e agosto bisognava notificarle entro il 30 settembre. Un ritardo aggiunto a quello del pagamento della medesima cassa integrazione, comportando disagio e agitazione per diversi attori del ramo economico. 

La “tardiva” circolare INAIL

Nella nota diramata il 1° ottobre, i commercialisti fanno inoltre sapere che l’Istituto sta inviando avvisi di rettifica per il recupero di CiG e Fis a conguaglio, ritenuti palesemente ingiustificati e sbagliati. Conseguentemente, i professionisti avvisano sulle richieste di rettifiche e chiarimenti per evitare gli effetti riguardo alla generazione di un Durc irregolare. 

L’episodio denunciato implementa le considerazioni precedenti relative ad un altro documento di prassi giudicato tardivo: la circolare INAIL n. 35, con l’aggiornamento dei codici da annotare nei modelli F24 per il versamento rateizzato associato alla sospensione per Covid-19. 

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