Federmoda: senza shopping straniero, sono guai

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Federmoda: senza shopping straniero, sono guai. Mancano cinesi, americani, russi, giapponesi che comprano italiano in Italia nei negozi italiani. Questo il succo di quanto dice Federazione Moda Italia-Confcommercio. Sentiamo Renato Borghi, il presidente: le stime prevedono un calo di 5,7 miliardi di euro, pari al 75% dei proventi da shopping tourism.

Tutto questo, sommato alla diminuzione delle vendite sul mercato interno, potrebbe portare complessivamente alla chiusura di 17mila punti vendita del settore moda. Con un’incidenza sull’occupazione di 35.000 addetti. Secondo i dati del sondaggio di Federazione Moda Italia sull’andamento delle vendite nel settore moda nei mesi di luglio e agosto di quest’anno, il 62% delle aziende ha evidenziato un calo rispetto alle entrate degli stessi due mesi del 2019. Il 22% ha registrato una stabilità e un 16% un incremento. 

E dopo il Covid? Per Borghi, le manifestazioni fieristiche della moda di Milano potranno rilanciare l’economia e dare nuova linfa e movimento al settore. Per far riprendere il settore, si devono far rivivere i nostri centri, acquistando nei negozi di prossimità. Che rappresentano l’anima delle città e contribuiscono a valorizzare le relazioni sociali.

Servono contributi a fondo perduto e una liquidità pronta e veloce, oltre a una necessaria riforma fiscale, per la tenuta del mercato. Le banche devono poi essere al servizio di tutti coloro che fanno impresa e non soltanto di chi può già permetterselo, chiosa Borghi. Soldi freschi, quindi, per dare linfa vitale a questo settore straordinario per l’Italia.

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