Quali sono le lauree più redditizie?

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Nel report Uno Sguardo all’Istruzione, l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha osservato 36 Paesi industrializzati ed il loro livello di preparazione. Nella fascia anagrafica tra i 25 e i 64 anni conta il 37 per cento di laureati, contro il 19 per cento in Italia, mestamente a fondo classifica. Il grado di formazione, specialmente quella universitaria, pare risentire pesantemente in termini di iscritti rispetto ad altri Paesi. Inoltre, la laurea non è un punto di arrivo bensì d’inizio, con cui intraprendere la carriera. Ci sono certe lauree più attrattive di altre, in grado di solleticare maggiormente un eventuale datore di lavoro nel concedere quantomeno un colloquio. Al giorno d’oggi quali assicurano in media un guadagno maggiore? Scopriamolo. 

Le lauree più remunerative: ingegneria

Un business caratterizzato dai più elevati tassi di occupazione, tra il 90 e il 97 per cento dei laureati, entro un anno, è l’ingegneria. Le retribuzioni medie oscillano intorno ai 1.800 euro netti. Sono particolarmente viste di buon occhio le discipline in continua evoluzione, come l’automazione, l’elettronica e l’informatica.

Medicina

Con un tasso di occupazione pari al 93 per cento, ed una retribuzione media netta di 1.813 euro, il settore della salute figura tra i primi posti dei più ricercati. In periodi di crisi sanitaria (e quella attuale ne costituisce un esempio eclatante), tutti attendono in modo trepidante la ricerca di cure mediche e vaccini. I passi in avanti compiuti saranno forse in grado di salvare milioni di vite umane, e salvaguardare il tessuto economico sociale. La Pfizer, una delle società farmaceutiche leader, ha annunciato di stare sperimentando un vaccino contro il Coronavirus, che – secondo i numeri indicati dal colosso aziendale – risulterebbe efficace nel 90 per cento dei casi. Qualora gli esiti fossero quelli sperati, il mondo della finanza registrerebbe importanti scossoni, e in parte lo ha già fatto (qui te lo abbiamo raccontato). 

Sicurezza informatica

Con una percentuale di occupati che rasenta il 100 per cento, il ramo della sicurezza informatica registra una retribuzione media netta superiore a 1.844 euro. La cybersecurity si ritaglia un ruolo di primo piano, forte dello sviluppo tecnologico, della condivisione di informazioni e dal nascere dai big data. Per farsi un’idea della sua importanza, è sufficiente ripassare lo scandalo Facebook Cambridge analitica, quando milioni di dati sensibili furono ceduti a terzi, senza alcun previo consenso. La sicurezza è un settore cardine e continuamente in crescita. 

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