Reddito di cittadinanza non funziona: chiesti più controlli

Reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza è una delle misure più significative introdotte dal Governo italiano per aiutare le fasce di lavoratori in difficoltà. Una misura in cui fin dal primo giorno il Movimento 5 Stelle ci ha sempre creduto, tuttavia c’è anche chi si è opposto fin dal principio al piano.

Questi ultimi avranno qualche motivo ulteriore per sporgere le loro lamentele, una volta presa visione dei dati recentemente raccolti. 

Reddito di cittadinanza: perché non funziona

È notizia degli ultimi giorni il fatto che il reddito di cittadinanza non funziona poiché i beneficiari non vengono convocati dal centro dell’impiego. Ma la responsabilità è principalmente dei diretti interessati. Difatti, moltissime persone non hanno rilasciato la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID), una delle condizioni fondamentali per essere contattati dal centro per l’impiego. 

Secondo quanto indicato dalla legislazione, la DID va rilasciata entro 30 giorni dal riconoscimento del diritto al reddito di cittadinanza. In caso contrario, il beneficio decade. Tuttavia, l’Inps non ha provveduto agli accertamenti del caso e attualmente un sacco di persone, pur non avendo rispettato tutti i requisiti, stanno comunque il contributo economico.

Le percentuali di chi ha sottoscritto il patto per il lavoro

Adesso vengono a galla i numeri. Al nord dei 171 mila beneficiari appena 58 mila hanno sottoscritto la DID e sono stati presi in carico dai navigatori con un 70 per cento di inadempienti. Al centro il 40 per cento è in regola; al sud il 43,3% ha firmato il patto per il lavoro, cifra che sale al 51,4 per cento nelle isole (Sicilia e Sardegna). 

Giunti alla resa dei conti, il Governo chiede di rafforzare i controlli per individuare chi ha cercato di aggirare il sistema. A questi soggetti, qualora non si mettano in regola, il reddito di cittadinanza verrà definitivamente tolto e non sarà concessa loro la possibilità di presentare nuova domanda prima che siano passati 18 mesi. 

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Circa l'autore

Giornalista pubblicista, laureato in Economia Aziendale all’Università degli Studi di Bergamo nel 2013, con la tesi “L’evoluzione del marketing nel calcio inglese e tedesco: due sistemi a confronto” (relatore Alberto Marino, interventi di Marcel Vulpis, Christian Giordano, Gianfranco Teotino e Gianni Di Marzio). La tesi è poi confluita nella biblioteca Gea World
Dal 2018 al 2019 curatore web per l’Avv. Stefania Calì, specializzata nel diritto di famiglia.