Se hai queste schede telefoniche hai un piccolo tesoro!

Schede telefoniche

La storia delle schede telefoniche prepagate della SIP (poi Telecom Italia) ha origini lontane, risalendo addirittura al 1976. Siccome dopo le chiamate tornavano nelle tasche dei loro proprietari, furono pure utilizzate come valido veicolo di mezzi pubblicitari, culturali e sociali. Così sono diventate oggetti da collezione. Nel corso degli Anni 80 e 90 i modelli rari sono andati letteralmente a ruba.

Dal 1994 in avanti l’allora Sip sostituì tutti gli apparecchi a gettone con lettori magnetici. Le schede realizzate furono di tre tagli, da 5 mila, 10 mila e 15 mila lire. La tiratura di queste ultime fu ridotta e oggi certi esemplari sono considerati rari. Se in passato capitava di imbattersi nella compravendita presso i mercati di appassionati, oggi lo scambio avviene sul web, attraverso i forum di siti specializzati e le moderne piattaforme di compravendita, tra cui eBay, il celebre sito per le aste online.

Schede telefoniche: le tipologie in circolazione

Avventurarsi nel mondo delle prepagate vuol dire rendersi necessariamente conto che le tipologie in circolazione sono parecchie. Ci sono anzitutto le c.d. “pubbliche precursorie”, emesse in notevole quantità dalla Telecom, acquistabili presso i rivenditori, negli uffici postali, nelle tabaccherie. Le precursorie sono le primissime prepagate, denotate dalla banda magnetica collocata verticalmente (“Sida”). Sono poi seguite quelle con banda orizzontale Urmet della “Serie Bianca” prima e “Rossa” poi. Infine, tra le precursorie c’è posto anche per le “serie Turistica”, che introdussero le prime prepagate figurate riproducenti un’immagine, nella fattispecie i maggiori monumenti italiani. Ci sono poi le c.d. “pubbliche ordinarie”, suddivise in:

  • “Compagna di tutti i giorni”;
  • “Fasce Orarie”;
  • “Scopri la carta infinita”. 

In certi casi le schede telefoniche finivano stampate con il retro dedicato a manifestazioni, eventi o personaggi di particolare notorietà. Sono le cosiddette “schede pubbliche commemorative”. Vi si aggiungono poi le schede rivolte a particolari argomenti, quelle puramente pubblicitarie (ossia commissionate da compagnie private) e le omaggio. 

In generale, per scoprire il valore delle schede telefoniche rare occorre esaminare certi elementi:

  • l’azienda produttrice;
  • la tiratura;
  • il valore d’acquisto;
  • l’immagine riprodotta sulle facciate;
  • la presenza di codici numerici o a barre;
  • l’appartenenza a particolari serie. 

Rare sono le schede della “Fontana maggiore di Perugia” della serie turistica Telecom, che ha certi modelli con una immagine differente per inquadratura. Ambite sono inoltre le schede omaggio fabbricate su commissione di aziende (Alitalia, Lufthansa, Agentour, Intel), le Urmet bianche (1985-86) e rosse (1986-88). Ricercata è poi la “Labirinto”, data la scarsa tiratura, e la Aig distribuita unicamente ai soci ospiti dell’Associazione Italiana Ostelli della Gioventù. Un altro pezzo raro sono le prepagate riportanti cinque celebri scorci o opere d’Italia: 

  • Alberobello;
  • Muli a vento;
  • la Torre di Pisa;
  • Interni di Palazzo;
  • il particolare di Michelangelo. 

Valore delle schede telefoniche rare

Un buon termometro sul valore e la rarità è rappresentato dalle aste online. Ci sono schede per le quali un collezionista arriva a pagare dai 200-300 euro fino addirittura a mille euro. 

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Circa l'autore

Giornalista pubblicista, laureato in Economia Aziendale all’Università degli Studi di Bergamo nel 2013, con la tesi “L’evoluzione del marketing nel calcio inglese e tedesco: due sistemi a confronto” (relatore Alberto Marino, interventi di Marcel Vulpis, Christian Giordano, Gianfranco Teotino e Gianni Di Marzio). La tesi è poi confluita nella biblioteca Gea World
Dal 2018 al 2019 curatore web per l’Avv. Stefania Calì, specializzata nel diritto di famiglia.