Shopping a Natale: fai attenzione a questi limiti bancari!

compere per il Natale

Nonostante la crisi epidemiologica, e tutto ciò che ne è conseguito in termini di danni all’economia nazionale, la già ribattezzata trappola di Natale è pronta a cogliere in flagrante i cittadini e colpire i conti correnti. Quando mancano pochissimi giorni all’inizio di dicembre, tante famiglie stanno preparando la lista dei regali di Natale. Cominciano a farsi due conti in tasca e tentano di capire quale budget avranno modo di destinare alle feste. In un periodo così complicato, dove tante Regioni hanno imposto la reclusione in casa nelle ultime settimane, lo shopping risulta un eccezionale diversivo, un fantastico modo per distrarsi e recuperare, nei limiti del possibile, un po’ di leggerezza, ultimamente la grande assente. 

In tale periodo diverse persone scelgono di essere più generose, di mettere in preventivo una spesa extra, pur di far felici i figli, i nipoti e, in generale, i propri cari. Naturalmente non c’è nulla di sbagliato in tutto ciò: ci si reca presso uno sportello bancomat e si prosciuga il conto corrente. Ed è qui che casca l’asino, è qui che si rischia di incorrere in uscite a vuoto. A proposito dei prelievi, quali direttive dà la nostra legislazione in merito? Quanto è concesso prelevare dal proprio conto corrente per fare i regali di Natale in totale tranquillità e sicurezza? Fondamentalmente nessuno, nemmeno le autorità governative, ha la facoltà di costringere ad usare la carta di credito e a richiedere il cashback. Le misure previste dalle autorità rappresentano semmai uno stimolo, un incentivo ad adottare maggiormente tali metodi di pagamento, per loro natura tracciabili. L’obiettivo è di combattere l’evasione fiscale, recuperando “quel tesoro sommerso” che pesa come un macigno sulle casse dello Stato. Il processo, avviato fin dal Governo Monti, ha seguito un processo graduale, fino alla presa di posizione dell’esecutivo presieduto da Giuseppe Conte. Andiamo a vedere allora cosa dice la legge a tal proposito e quale sarebbe il comportamento corretto da tenere. 

Quanti soldi si possono prelevare dal conto corrente?

uso personal computer

Iniziamo dal principio, rispondendo – pronti via – alla domanda su quanti soldi è possibile prelevare dal conto corrente. Teoricamente non ci sono limiti di sorta, nel senso che è consentito prelevare qualunque ammontare si voglia, entro i limiti della disponibilità presente presso l’istituto di credito. Nell’istante in cui si scegliesse di prelevare dal proprio conto corrente del denaro non si violerebbe, perciò, alcuna normativa. Un’infrazione alla legge vigente sul nostro territorio ci sarebbe unicamente nel caso si trasferisse denaro ad una terza persona. Ecco perché è corretto affermare che, in via puramente ipotetica, il correntista ha modo di prelevare l’intero denaro presente sul conto corrente e chiuderlo. 

Detto ciò, tuttavia, è fondamentale prendere in considerazione almeno due aspetti. Il primo è che, se è vero che non esiste nessun limite al prelievo, ne esiste uno inerente all’impiego del contanti. Ai sensi del decreto legge n. 124 del 2019, è opportuno rammentare che la soglia fissata all’uso del contante è pari a 2 mila euro. Per i trasgressori scattano sanzioni che vanno da un minimo di euro 2 mila ad un massimo di 50 mila. Se è indispensabile effettuare dei pagamenti, dunque, sarà insomma indispensabile ricorrere a degli strumenti tracciabili, come, ad esempio, la carta di credito o di debito, oppure il bonifico bancario. 

Il secondo aspetto da segnalare concerne i controlli. Difatti, nel momento in cui si effettuino dei prelievi significativi dal conto corrente è come se scattasse una sorta di allarme. Per contrastare le piaghe del riciclaggio e dell’evasione fiscale, ogni qualvolta si disponga di prelevare dal proprio c/c una somma superiore ai 10 mila euro giunge subito la segnalazione all’Uif, vale a dire l’Unità d’informazione finanziaria. Qualora, invece, un correntista stabilisse di compiere dieci prelievi da mille euro, potrebbe subire un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. In definitiva, il messaggio è eloquente: puoi prelevare il contante, ma deve essere impiegato per eseguire dei pagamenti di modico importo.  

La trappola di Natale!

bancarelle natalizie

Oltre agli aspetti di cui abbiamo appena fatto menzione, nel momento in cui dal nostro conto corrente desiderassimo prelevare dei fondi ci sono ulteriori parametri da analizzare. Per l’esattezza, ci sono i limiti che le banche impongono direttamente. Come abbiamo appena spiegato, gli istituti di credito sono chiamati a segnalare alle autorità le operazioni sospette. Tra queste rientrano i prelievi di importo superiore ai 10 mila euro, anche se effettuati in diversi tagli nel corso del mese. Il consiglio, pertanto, è sempre quello di prelevare somme che rimangano sotto il tetto dei 1.000 euro. Nel frangente in cui siano da compiere dei pagamenti importanti, sarebbe preferibile il ricorso a dei strumenti tracciabili, ad esempio gli assegni, i bonifici e le carte di credito. Fra l’altro il Fisco potrebbe ritenere un’azienda sia in presunzione di evasione laddove stesse compiendo delle operazioni in contanti oltre i mille euro quotidiani e i 5 mila euro ogni mese. 

Dal punto di vista dei controlli fiscali è opportuno scolpirsi in mentre una cosa, ovvero di distinguere se il titolare del conto corrente sia un lavoratore, un pensionato, un disoccupato oppure un imprenditore. Nei primi casi non ci saranno particolari controlli. Comunque l’accortezza ideale, prelevando consistenti importi, è che non li si spenda in beni di lusso, a maggior ragione se il denaro utilizzato si discosti eccessivamente dalla dichiarazioni dei redditi. Per gli imprenditori il discorso cambia, in quanto sono tenuti a giustificare l’uso del denaro e alla conservazione delle prove per i movimenti del conto aziendale. 

Dilazioni pagamento di oltre 2.000 euro

pagamento elettronico

Nella circostanza in cui sia da effettuare un pagamento di importo superiore ai 2 mila euro, ma comunque si preferisca evitare i mezzi tracciabili, resta da comprendere quale sia la via più indicata. Se ipoteticamente si debba saldare la parcella dell’avvocato che ammonta a 8 mila euro, sono concessi quattro pagamenti da 2 mila euro in contanti? Nella fattispecie, la norma che impone l’utilizzo dei mezzi tracciabili non viene elusa solamente qualora si rispettino determinati requisiti: 

  • il frazionamenti derivi da preventivi accordi tra le parti: dunque sarà necessario siglare un contratto, con il quale si opta per le rate;
  • il frazionamento sia previsto dalla natura stessa dell’operazione (come ad esempio un appalto per le opere di ristrutturazione della casa, qualora il saldo avvenga gradualmente in relazione allo stato dei lavori);
  • sia conservata la prova scritta circa la corresponsione e l’accettazione dei contraenti per ciascun singolo pagamento. 

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