Esistono 2 soluzioni per non pagare le tasse sul conto corrente. Ecco quali sono

Pagare tasse

Hai più di 5 mila euro depositati in c/c? Ci spiace, ma li stai perdendo! Proprio così, tenere i soldi in deposito senza cercare di farli fruttare non solo ti preclude la possibilità di conseguire un rendimento, ma ti costa un carico tributario evitabile. Per non pagare le tasse sul conto corrente esistono due soluzioni, che andremo a conoscere più da vicino. 

Pagare tasse: imposta di bollo

Anche se non costituiscono una cifra enorme, sborsare 34,20 per l’imposta di bollo dà sempre fastidio. Se in deposito presso il tuo istituto di credito hai meno di 5 mila euro annui la voce di spesa, come per magia, scomparirà. Poi, ovviamente, i soldi sul conto sono una garanzia, ma solamente fittizia. Non importa dove materialmente siano conservati, purché investiti in uno strumento sicuro, dove potersene avvalere nel momento in cui se ne abbia la necessità. Le obbligazioni possono costituire un’ottima soluzione.

Anzitutto offrono un rendimento sulla somma impiegata, e hanno pure il vantaggio di abbassare la giacenza media sul conto. Del resto per gli importi mensili ordinari, difficilmente ti potrà occorrere più di 3.500 – 4 mila euro. Dunque, puoi tenere sul conto fino a 4 mila euro di media mensile e investire il resto in obbligazioni. In titoli di Stato o in equivalenti corporate, emessi da aziende, più rischiosi ma, al tempo stesso, più redditizi. 

Obbligazioni degne di interesse

La prima obbligazione degna di interesse è un bond della Banca Imi (Isin: IT0005042087), che propone un’obbligazione sempre a tasso variabile, in scadenza nel novembre 2021. La cedola, pari al tasso Euribor maggiorato dello 0,65%, ha un tetto massimo di rendimento del 3%. In alternativa c’è l’opzione Mediobanca (Isin: IT0005239253), con scadenza a gennaio del 2023. Offre una cedola annua pari al tasso Euribor, maggiorato dell’1%. Ma anche se variabile, assicura un rendimento minimo dell’1%. 

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Circa l'autore

Giornalista pubblicista, laureato in Economia Aziendale all’Università degli Studi di Bergamo nel 2013, con la tesi “L’evoluzione del marketing nel calcio inglese e tedesco: due sistemi a confronto” (relatore Alberto Marino, interventi di Marcel Vulpis, Christian Giordano, Gianfranco Teotino e Gianni Di Marzio). La tesi è poi confluita nella biblioteca Gea World
Dal 2018 al 2019 curatore web per l’Avv. Stefania Calì, specializzata nel diritto di famiglia.