Prelievo forzoso: come difendersi

Prelievo forzoso

Partiamo da un presupposto: non ci sarà nessun prelievo forzoso immediato, nessuno metterà mano ai tuoi soldi. La confusione si è generata in seguito all’approvazione da parte del Parlamento della legge sul default delle banche, lungamente discussa. Questa normativa, in realtà, riguarda il c.d. bail-in, ovvero, in caso di default, gli investitori privati partecipano alle perdite della propria banca.

Prelievo forzoso e bail-in non sono la stessa cosa

Sebbene qualcuno tenda a scambiare i due termini, prelievo forzoso e bail-in sono due cose totalmente differenti. Il secondo richiama l’eventualità che lo Stato recuperi parte dei soldi affidati a un istituto bancario (sotto forma di conto deposito o di conto corrente); la prima significa, invece, che potresti subire perdite qualora l’istituto dovesse fallire. Ma solamente in circostanze particolari. 

Ad essere assoggettati a perdite del bail-in sono esclusivamente i creditori, che hanno sottoscritto obbligazioni emesse dalla banca, o i depositanti e i correntisti, la cui giacenza sul conto supera i 100 mila euro. Il prelievo forzoso da bail-in è possibile esclusivamente nei seguenti scenari:

  • la banca di cui sei cliente dichiara il fallimento e sul conto della stessa hai una somma liquida superiore a 100 mila euro. In tal caso tutta la parte eccedente i 100 mila euro andrà persa;
  • hai investito in azioni di una banca fallita;
  • hai investito in obbligazioni emesse da una banca fallita (che potrebbe anche non essere necessariamente la tua, ossia possiedi giusto i bond ma non hai un conto presso di essa).

Quando il pagamento è inevitabile

I titoli di stato, il libretto postale non rientrano nel bail-in. I fondi di investimento, le polizze assicurative sulla vita e gli ETF sono a loro volta salvi, pure nel momento in cui la banca va in default. 

Se per prelievo forzoso intendi una eventuale imposta patrimoniale, una tassa sui conti correnti e un eventuale aumento dell’Iva non puoi, però, sottrarti dal pagamento. 

Hai le notifiche bloccate!

CCSNews è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie SEGUICI QUI

Circa l'autore

Giornalista pubblicista, laureato in Economia Aziendale all’Università degli Studi di Bergamo nel 2013, con la tesi “L’evoluzione del marketing nel calcio inglese e tedesco: due sistemi a confronto” (relatore Alberto Marino, interventi di Marcel Vulpis, Christian Giordano, Gianfranco Teotino e Gianni Di Marzio). La tesi è poi confluita nella biblioteca Gea World
Dal 2018 al 2019 curatore web per l’Avv. Stefania Calì, specializzata nel diritto di famiglia.