5 casi in cui NON vanno pagati Imu e Tasi

Imu e Tasi

Quando non è necessario che Imu e Tasi siano pagati? I contribuenti italiani ben conoscono le due imposte, che ogni anno devono corrispondere. Tuttavia, alcune circostanze assicurano l’esenzione dal loro versamento. Ed è proprio ciò su cui bisogna battere chiodo perché possono rivelarsi un risparmio importante nel bilancio familiare.

In primo luogo è corretto ricordare che è esente dal pagamento della tassa comunale il proprietario di un immobile che risulta sua abitazione principale. Difatti, non è prevista l’applicazione dell’Imu sulla villa o sull’appartamento in cui esso risiede, purché non vada annoverato tra i beni di lusso. La seconda fattispecie favorevole riguarda il possesso di alloggi sociali. 

Quando Imu e Tasi non si pagano

Inoltre, l’Imu e la Tasi non ricadono sui proprietari di immobili, che appartengono a cooperative edilizie e il cui possesso non può essere diviso. Più precisamente, si fa riferimento alle case presso cui risiedono ad esempio i soci, che ricevono in assegnazione l’appartamento, o gli studenti universitari

Il quarto caso in cui il legislatore riconosce l’esenzione dalla somma concerne l’appartamento coniugale che uno dei coniugi riceve dopo la separazione. Spesso accade pure che il titolare debba cedere il bene all’ex e ai figli. Laddove fosse questa la circostanza, non è tenuto a pagare un’altra tassa municipale per la nuova sistemazione dove andrà a vivere.

Infine, non ha l’obbligo di corrispondere l’importo di Imu e Tasi il contribuente che ha in proprietà un fabbricato, la cui iscrizione al catasto figura come unica unità immobiliare. Naturalmente ci si riferisce ai dipendenti della Prefettura, dei Vigili del Fuoco e delle Forze di Polizia, che risultano detenere tali unità.

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