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Addio cartelle esattoriali con cancellazione e rottamazione

Come funziona la tregua fiscale delle cartelle tra cancellazione, rottamazione, stralcio, rate e riduzioni dei debiti per i contribuenti.

Ormai è scattata l’operazione tregua fiscale del Governo Meloni. Le cartelle esattoriali a carico dei contribuenti, mai come in questa fase, godranno di sconti e agevolazioni. Una specie di nuova pace fiscale è stata introdotta. E tra cancellazione automatica delle cartelle, stralcio automatico di sanzioni e interessi e rateizzazione con nuova rottamazione, fare pace con Agenzia delle Entrate Riscossione potrebbe essere più facile del previsto.

La rottamazione delle cartelle in sintesi

Il primo provvedimento che approfondiamo è la rottamazione delle cartelle. Infatti tutte le cartelle a prescindere dagli importi, se notificate al contribuente entro il 30 giugno 2022 potranno essere pagate con taglio deciso di importo, perché verranno bonificate sanzioni e interessi. Cartella dopo cartella al netto di sanzioni e interessi finiranno in una specie di montante complessivo da pagare, che l’Agenzia delle Entrate Riscossione dovrebbe comunicare entro il 30 giugno al contribuente che entro il 30 aprile precedente presenta domanda di definizione agevolata. Il 31 luglio 2023 scade la rata unica da versare o la prima delle 18 rate previste dalla rottamazione. Le altre rate vanno da novembre 2023 a novembre 2027.

Le prime due rate avranno un importo più alto perché si dovrà versare subito il 20% del debito totale. Le altre rate successive in scadenza 4 volte all’anno ed ogni febbraio, maggio, luglio e novembre, dovranno coprire il restante 80% del debito.

Capitolo cancellazione e stralcio delle cartelle, di cosa si tratta?

Cancellazione delle cartelle o stralcio delle cartelle sono provvedimenti che hanno alcune similitudini tra loro. La cancellazione e lo stralcio possono essere effettuate senza alcuna domanda da parte dei diretti interessati. In pratica Agenzia delle Entrate Riscossione provvederà ad azzerare o l’intera cartella o solo una parte di essa a seconda che il debito rientra nella cancellazione o nello stralcio. Parliamo di cartelle inferiori a 1.000 euro e affidate al concessionario alla riscossione entro il 2015.

Nella cancellazione rientrano debiti come l’IRPEF o come i contributi INPS perché la cancellazione riguarda le cartelle che fanno riferimento a debiti nei confronti delle amministrazioni statali o simili. Nello stralcio invece rientrano per esempio il bollo auto, l’IMU o le altre tasse comunali. Lo stralcio non riguarderà tutti i contribuenti perché sarà l’ente locale a dover scegliere se aderire o meno. Chi rientra come residenza in un Comune o in una Regione che ha aderito allo stralcio godrà della cancellazione automatica di sanzioni e interessi sui propri debiti. Ma dovrà continuare a versare l’importo della tassa evasa, le spese di notifica della cartella e quelle relative al lavoro del concessionario della riscossione.