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Sanatoria cartelle 2023, si perde il diritto al ricorso

La sanatoria cartelle 2023 permette al contribuente di mettersi in regola con i propri debiti, ma si perde il diritto al ricorso.

Sanatoria cartelle 2023, la tregua fiscale

La nuova legge di bilancio e le ultime circolari dell’Agenzia delle entrate puntano dritto alla tregua fiscale per molti contribuenti. Un importante aiuto per coloro che vogliono mettersi a pari con le cartelle esattoriali e con i debiti che hanno contratto negli anni passati. Stralcio e rottamazione delle cartelle sono gli aspetti che piacciono di più, ma riguarda solo i debiti inferiori a mille euro.

E di solito si tratta di quegli importi che sono diventati inesigibili dell’Agenzia delle entrate Riscossione, o che si tratta di cifre talmente basse che conviene perderle che gestirle. Insomma costa di più tentare di recuperarli che lasciarli perdere.

Sanatoria cartelle 2023, si perde il diritto al ricorso

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La rottamazione è anche un’ottima opportunità visto che si possono pagare i debiti in unica soluzione entro il 31 luglio 2023, ma anche a rate. Infatti è possibile pagare con rate in un arco di tempo non superiore a 5 anni. a Legge n. 197/2022 prevede che la domanda di adesione alla Definizione agevolata venga trasmessa esclusivamente in via telematica. Presenta la domanda on-line entro il 30 aprile 2023.

Ma attenzione molti non sanno che presentando la domanda di adesione alla definizione agevolata si perde il diritto al ricorso. Il diritto di corso si perde non solo per quelli nuovi, ma anche per quelli vecchi. Quindi non si potrà in nessun caso presentare il ricorso contro il Fisco.

Il dilemma del contribuente

A questo punto si apre un dilemma per il contribuente, accedere alla definizione agevolata oppure continuare con il ricorso. Ma questa scelta è opportuna solo quando si ha la certezza di essere nel giusto e che quindi si vincerà il ricorso con l’amministrazione tributaria. Invece se si ha la certezza dell’esito positivo del procedimento, non ha senso aderire alla rottamazione e quindi pagare inutilmente le somme. La scelta migliore è quindi valutare con attenzione la situazione prima di procedere in un senso o nell’altro.