Reddito di cittadinanza corretto sul modello tedesco, il governo ci pensa

Cambiare il reddito di cittadinanza e adeguarlo al modello tedesco. Questo ciò che emerge dalle parole che ha usato il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo.

La titolare del dicastero di Via Veneto ha aperto al cambiamento della misura tanto cara al Movimento 5 Stelle. Durante il “Pon Inclusione”, un evento annuale contro la povertà e l’esclusione sociale, il Ministro ha affrontato le tematiche relative al reddito di cittadinanza.

Ed è emerse a chiare lettere la volontà di mettere mano alla misura. Una misura che sembra aver funzionato quasi esclusivamente per il lato assistenziale. Le politiche attive sul lavoro, che la misura prevedeva infatti sono ferme al palo quasi totalmente.

Le parole del Ministro Catalfo sul Reddito di Cittadinanza

“Ruolo cruciale nella pandemia. Legarlo a costi affitto per territorio”, questi i punti cardine espressi dal Ministro Catalfo. Anche per ilo Ministro del Lavoro è innegabile che in questa fase emergenziale, la misura è servita molto. Ma occorre rimodularla sul modello usato in Germania, dove esiste da tempo una misura simile.

Il Ministro Catalfo ha confermato che il governo è all’opera per correggere la misura. E l’idea è di avvicinarla al modello tedesco, ma anche francese.

“Il beneficio per l’affitto viene parametrato sia a seconda del territorio nel quale si vive sia al numero dei componenti della famiglia”, questo ciò che il Ministro ha detto.

Il riferimento è alla componete di ristoro dell’affitto che la misura ha. In Italia la parte di sussidio per l’affitto imputato è di 280 euro al mese. E su questo che la Ministra chiede correttivi.

Per renderlo più veritiero possibile in base alle zone di residenza. È innegabile che in base alla città di residenza, le spese di affitto sono notevolmente diverse. E bisogna parametrare tutto sul territorio, come fanno i vicini Francia e Germania.

Reddito di cittadinanza e costo degli affitti

Mi sono confrontata con altri Paesi come la Francia e la Germania e la componente ristoro dell’affitto va sistemata”, questa l’idea della Catalfo.

L’Hartz IV, come si chiama il reddito minimo garantito tedesco, parte da un importo di 432 euro a persona beneficiaria del sussidio. Ma sull’affitto la misura tiene in considerazione le diverse zone di residenza. Inoltre, la componente affitto dell’Hartz IV è parametrata anche al numero dei componenti il nucleo familiare.

Il reddito di cittadinanza resta prioritario, ma va sistemato sul modello tedesco

 “Il reddito di cittadinanza era importante anche prima, ma ha avuto un ruolo cruciale durante la pandemia, perché ci ha permesso di tutelare le famiglie in difficoltà”, così la Catalfo ha difeso la misura. Tra l’altro durante la pandemia si è registrato anche un incremento delle domande.

La Catalfo ha anche sottolineato un nuovo aspetto della misura. Prima del Covid il reddito di cittadinanza era spostato verso il Mezzogiorno. Adesso l’incidenza sul territorio dei beneficiari si sta spostando verso il Centro-Nord.

Tornando al paragone con la Germania, una coppia percepisce lì, 389 euro a testa. Per ogni bambino c’è una cifra variabile tra i 250 ed i 328 euro a testa, in base all’età.

Per le spese di affitto invece, la proporzione si fa sui metri quadri e in base al numero dei familiari. Tra i 4,5 ed i 9 euro a metro quadro, questo il costo dell’affitto che il reddito minimo tedesco eroga. Poi molto cambia in base alla zona di residenza, perché il ristoro dell’affitto va calibrato al costo della vita della zona.

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