Si può ancora avere lo stipendio in contanti?

Contanti

Non è un mistero che l’uso dei contanti sia destinato in un futuro più o meno prossimo a essere ridotto all’essenziale o perché no a sparire del tutto.

Se ne dibatte da anni per diminuire i furti e per evitare pagamenti in nero e se ne dibatte oggi, in pieno lockdown, per ragioni di salute e sicurezza.

Secondo recenti indagini infatti, sono moltissimi gli italiani, che preferiscono il pagamento tramite carta, per comodità, per ottimizzare i tempi e naturalmente per questioni di igiene e salute, che oggi più che mai appaiono fondamentali.

Contro il lavoro in nero

Per contrastare principalmente il lavoro pagato in nero e tutelare i lavoratori, da due anni e mezzo a questa parte, nello specifico dal primo luglio 2018, il Governo ha varato una nuova legge.

Questa legge, obbliga le aziende a pagare i dipendenti e/o i collaboratori tramite deposito bancario o postale, mediante bonifico o assegno.

Questo per permettere di tracciare il pagamento. Da sottolineare che la semplice firma in busta paga non basta, non costituisce una prova del pagamento effettuato.

Questo vale anche per contratti part-time, a termine e a chiamata.

Le sanzioni, per chi fa il furbo e cerca di aggirare la legge vanno dai mille ai cinquemila euro, con una possibilità di riduzione a mille e seicento sessantasette euro.

Una legge che in questi anni ha dato i suoi frutti e sicuramente tutela maggiormente i lavoratori.

Non scopriamo certo l’acqua calda se pensiamo ai tanti lavoratori costretti a firmare buste paghe fittizie, puramente teoriche, pur di lavorare.

Questa legge non è dunque semplicemente contro il lavoro nero, ma contro lo sfruttamento dei tanti lavoratori che hanno calato il capo pur di portare il pane a casa.

Le eccezioni

Ci sono tuttavia alcune eccezioni per determinate categorie di lavoratori che ancora possono ricevere lo stipendio in contanti. In primis, i lavoratori domestici.

In questa categoria rientrano baby sitter, colf, badanti e i lavoratori della pubblica amministrazione, anche se con un limite di mille euro, rispetto alla cifra massima da corrispondere.

Si possono utilizzare i contanti anche per pagare prestazioni di lavoro autonomo ma solo se è occasionale. Per attività di amministrazione di società, di borse di studio o per rimborsi spese che coprono spostamenti, pranzi e cene, anticipi.

Questo perché queste spese, non incidono a livello previdenziale e fiscale.

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