Covid: come il resto d’Europa pensa a organizzare il Natale

le festività ai tempi del Covid

In Italia da settimane si parla incessantemente del Natale e di come sarà questo primo Natale con il Covid. Presenze calmierate ai cenoni, pure a quelli casalinghi. Niente balli, veglioni e discoteche. Ma anche, misure più o meno rigide in base al colore della zona di residenza. Il governo, insieme alle Regioni, stanno valutando le misure da prendere, perché le chiusure delle attività, in un periodo dove l’economia dovrebbe girare, potrebbe essere il colpo di grazia di una fase già precaria a livello economico. Il Covid però continua a fare contagiati, ricoverati e morti. La situazione è la stessa in molti altri Paesi della Ue. Ma in Germania, Francia e così via, cosa stanno prevedendo per Natale?

Il Natale ai tempi del Coronavirus, come sarà in Europa?

Come riporta il sito Rainews.it, anche nel resto d’Europa si ragiona su come organizzare il Natale ai tempi del Coronavirus. “I Paesi studiano come salvare le feste, i leader dei Paesi europei si preparano alle prossime festività natalizie lavorando a una serie di misure che dovrebbero consentire di celebrare in famiglia, senza eccessivi assembramenti”,  questo ciò che riporta il sito di riferimento della televisione di Stato italiana. 

Germania: cosa pensa di fare la Merkel?

La Cancelliera tedesca Angela Merkel dovrà valutare bene cosa permettere oppure no durante le celebrazioni del Natale. I leader degli Stati federali tedeschi, l’alter ego dei nostri Governatori di Regione, sembra siano tutto d’accordo sulle misure da adottare. 

In base ad una specie di intesa, le amministrazioni locali tedesche hanno approntato una specie di vademecum da fare recapitare al governo teutonico. La bozza di intesa prevede Il limite massimo di 10 persone per le celebrazioni di Natale e Capodanno, cioè per i cenoni anche casalinghi. In Germania però precisano che nei 10 non rientrano i bambini fino a 14 anni, cioè sono esclusi dal calcolo. Un piano che prenderebbe il via dal 23 dicembre e terminerebbero il 1° gennaio. Tra le ristrettezze, niente feste in piazza, assembramenti in strada e feste pubbliche. Cancellati del tutto pure i mercatini di Natale, una delle principali attrattive tedesche in materia. Dal punto di vista religioso invece, chiese aperte, ma con rigide misure di distanziamento sociale.

Francia: Macron riapre?

Feste in Francia

Dai nostri cugini d’oltralpe invece, sembra che ci sia la volontà di porre fine ad un lungo lockdown imposto dal governo Macron. Probabilmente dal 15 dicembre riapriranno i negozi con chiusura imposta dalle ore  21. Un primo passo per la riapertura totale che in Francia pensano si possa attuare nel periodo compreso tra il 15 dicembre ed il 20 gennaio prossimi.

“Se saremo riusciti a raggiungere 5.000 contagi al giorno allora, ci si potrà muovere senza autorizzazione, anche tra regioni, per trascorrere il Natale con la famiglia. In ogni caso, bisognerà evitare il più possibile i viaggi non necessari e non ci sarà alcuna apertura di cinema, teatri, musei. Rimarranno chiusi anche parchi di divertimento, bar, ristoranti e discoteche. L’apertura di ristoranti e palestre è ipotizzabile a partire dal 20 gennaio. Al momento esclusa l’apertura delle stazioni sciistiche”, queste le dichiarazioni in un discorso a reti unificate che Macron ha fatto ieri sera alla sua Nazione.

Il Natale Anglosassone, cene in famiglia autorizzate, ma a termine

Gran Bretagna

In Inghilterra invece pensano a un allentamento a termine. In pratica, per 5 giorni, dal 23 al 27 dicembre, sarà possibile fare le classiche riunioni di famiglia natalizie, con cene (nel Regno Unito i pranzi sono una cosa rara come abitudine) e spostamenti ammessi all’interno del Paese. In Inghilterra si adotta la politica della fiducia nei loro concittadini, perché il suggerimento di Boris Johnson è quello di usare “il giudizio personale”, sempre come si legge sul sito Rainews.it.

Nel Regno Unito si parla di bolla familiare, cioè di creare un piccolo gruppo di persone della stessa famiglia che potranno trascorrere le festività insieme, vivendo sotto lo stesso tetto, ma senza possibilità per loro di allargare la cerchia una volta definito il quadro familiare. In pratica niente cinema, teatri, ristoranti, alberghi e negozi per la famiglia, sono una riunificazione temporanea dettata dalle festività.

“Limitato e prudente”, questo il piano di Johnson per permettere alla famiglia e agli amici di passare un sereno Natale insieme, anche se diverso dai siliti Natale.

Le altre Nazioni vicine e il loro Natale

Natale col Covid

È di massimo 6 persone a tavola l’apertura del governo Spagnolo alle celebrazioni per Natale e Capodanno. Le celebrazioni lavorative, i classici pranzi e aperitivi di commiato prima delle festività tra colleghi di lavoro, devono svolgersi in luoghi aperti, come possono essere le terrazze o i cortili di ristoranti, bar e esercizi simili. Il coprifuoco dalle 22 alle 6 del mattino seguente resta comunque attivo, anche per Natale e Capodanno.

In Austria pensano ad un test di massa da far fare alla stragrande maggioranza della popolazione. Obbiettivo, scovare gli asintomatici e salvare quindi le festività, perché una volta isolate le persone contagiate senza sintomi, si potrà pensare a limitare le chiusure delle attività commerciali, la didattica a distanza e le limitazioni dei movimenti.

Fonte: Rainews.it https://www.rainews.it/dl/rainews/media/come-sara-il-natale-in-europa-I-Paesi-studiano-come-salvare-le-feste-e370ce5b-df9f-4032-97f0-ad7403a620fb.html

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