Quanto vale l’oro rosso?

In un clima del genere, dominato dalla insicurezza e dalle preoccupazioni per l’avvenire, c’è più che mai bisogno di poter fare affidamento su beni rifugio. E il bene rifugio per eccellenza, si sa, è l’oro, un metallo nobile da investimento sempre più reclamato per la sua malleabilità e affidabilità. Tante sono le varianti, le quali differiscono l’una dall’altra, per estetica, composizione ed utilizzo: una delle più particolari è l’oro rosso, dalle origini antiche e di cui si fa ampiamente ricorso a fini ornamentali. 

Per oro rosso si intende una variante di colore rosso del metallo nobile che, rispetto alle altre versioni, presenta al suo interno una prevalente quantità di rame, superiore a quella dell’argento. Agli inizi dell’Ottocento è stato parecchio di tendenza nella terra degli zar, in Russia. Proprio per tale ragione, con un termine più obsoleto, è chiamato pure oro russo. In periodi più remoti, invece, l’oro lavorato acquisiva una colorazione rossa e veniva chiamato in maniera tale a causa delle impurità acquisite nel corso del processo di fusione. Tornato nell’ultimo decennio in voga, viene talvolta decorato con diamanti. A differenza dell’oro puro, tale lega nasce dall’unione con altri materiali meno nobili, così da ottenere, oltre al colore diverso dal giallo, maggiore durata e resistenza. La procedura di lega porta anche una versatilità a livello estetico. 

Mentre l’oro puro raggiunge il massimo grado di purezza, pari a 24 carati, l’oro rosso ha il valore di 18 carati, che può salire a 22, in quello da doratura e per l’oro rosa reale, impiegato dal Trecento negli ambienti nobili inglesi. 

La quotazione di mercato dell’oro rosso

Gli investitori apprezzano particolarmente l’oro rosso, a prescindere dalla sua natura decorativa e ornamentale. Ciò si spiega sia per la sua rarità per la lavorazione a cui viene sottoposto. Sebbene tendente alle frequenti turbolenze e oscillazioni del mercato, è in grado di conservare il suo valore e attenuare eventuali cali, alla pari di qualsiasi altro bene rifugio.

L’oro rosso ha la medesima quotazione dell’oro puro: oltre che dalle fluttuazioni di mercato, le variazioni di prezzo dipenderanno dal peso del prodotto finito, che dipenderà, a sua volta, dalla quantità di oro puro al suo interno. Diversamente dall’oro da investimento, reperibile in placche o in lingotti, l’oro rosso non può essere falsificato attraverso l’aggiunta di altri materiali. Difatti, la sua tonalità, facilmente riconoscibile, è unicamente raggiungibile tramite i metodi di fusione con argento e rame. 

CCSNews è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie SEGUICI QUI

Total
1
Shares