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uomo spinge carrozzella

Come percepire la pensione di inabilità?

Tra le prestazioni economiche riconosciute dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, previa istanza del lavoratore, rientra a pieno titolo la pensione di inabilità. I passaggi per ottenerla sono diversi. L’INPS deve accertare lo stato di permanente e assoluta inabilità del soggetto presentante domanda, affetto da una patologia che per sua natura rende complicato qualsiasi genere di attività in ambito lavorativo.

Il presupposto è basato sulla condizione di invalidità totale, riconosciuta cioè al 100 per cento, tale da impedire il regolare prosieguo dello svolgimento di un’attività. Una situazione che pregiudica la possibilità di svolgere una mansione pure in forma temporanea. In un quadro contraddistinto da un forte disagio economico. 

Quando si parla di pensioni di inabilità spesso si commette l’errore di generalizzare le prestazioni assistenziali e previdenziali dirette agli aventi diritto. Oltre al rispetto di un requisito sanitario, la Legge n. 222/1984 dispone pure un’anzianità contributiva minima. In presenza delle principali condizioni, che si traducono nell’incapacità permanente e assoluta di eseguire qualunque mansione. In assenza di contribuzione, il lavoratore ha comunque la facoltà di richiedere l’accesso alla prestazione assistenziale, domandando la pensione di inabilità civile, vincolata da soglie reddituali così come disciplinato dall’art. 12 della Legge n. 118/1971. 

Pensione di inabilità INPS: quali sono i requisiti

carrozzella disegno

Per vedere riconoscere il trattamento pensionistico l’istante deve risultare affetto da un’infermità mentale oppure fisica. Una condizione dalla quale emerge la permanente e assoluta inabilità a esercitare un incarico lavorativo, nonché la presenza di un minimo di 260 contributi accreditati settimanalmente. L’anzianità contributiva e assicurativa minima prevista è pari a 5 anni. Da considerare che il richiedente deve aver almeno maturato 156 settimane, vale a dire un triennio rapportato nei 5 anni prima dell’inoltro della domanda della pensione di inabilità. 

Chi ne ha diritto

Scritta INPS

Hanno diritto a presentare istanza i lavoratori:

  • dipendenti del comparto, nonché inseriti regolarmente nelle liste della Gestione Separata;
  • dipendenti registrati presso AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria);
  • registrati presso i fondi integrativi e sostitutivi AGO;
  • autonomi come, ad esempio, commercianti, coltivatori diretti, artigiani e così via;
  • autonomi iscritti nelle gestioni speciali che, in via definitiva, hanno perso la capacità lavorativa per causa di forza maggiore, vale a dire dipendente da cause esterne non attribuibili al rapporto di servizio. In siffatta circostanza i lavoratori hanno diritto a richiedere la pensione privilegiata. 

Cumulo contributi

Naspi Inps più lunga

Per perfezionare il requisito contributivo il lavoratore ha la possibilità di totalizzare o cumulare i contributi corrisposti o accreditati nei fondi di previdenza obbligatoria. In aggiunta sono stabilite ulteriori clausole, tra cui: 

  • la cancellazione dalle liste degli operai agricoli;
  • la cessazione di ogni forma di attività lavorativa;
  • l’autorizzazione alla rinuncia del trattamento integrativo o sostitutivo dello stipendio nonché dell’indennità NASpI;
  • l’eliminazione dalle Casse professionali di riferimento e dalle liste dei lavoratori di categoria. Dunque, è necessaria la rimozione dagli albi professionali del richiedente. 

A scanso di equivoci, sottolineiamo che la pensione di inabilità è incompatibile per sua natura con ogni genere di attività lavorativa, esercitata sia in Italia che all’estero. Ovvero nell’ipotesi in cui, dopo il riconoscimento della pensione di inabilità, accada un evento d’incompatibilità innanzi descritto, il beneficiario deve notificare il cambiamento occorso all’INPS. Spetterà all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale accertare la presenza delle necessarie condizioni per la prosecuzione della prestazione a favore della persona. 

Presentazione domanda

Aumento pensione invalidità

Se in possesso delle credenziali di accesso, il richiedente ha la facoltà di presentare l’istanza per il riconoscimento della pensione di inabilità tramite i canali telematici dell’Istituto di previdenza nazionale direttamente dal portale online. In caso contrario, può:

  • avvalersi della consulenza di CAF (Centri di Assistenza Fiscale) o Patronati;
  • chiamare da telefono fisso al numero 803164 (gratuito) o da cellulare al numero 06164164 (a pagamento).

Oltre alla domanda, il richiedente deve inoltrare la certificazione medica, dalla quale risultino i necessari requisiti di inabilità occorrenti per il riconoscimento della pensione. Più esattamente, ci riferiamo al modello SS3 redatto e trasmesso dal medico curante.

Dopo l’accertamento

riforma pensione

Accertata l’effettiva sussistenza di ciascun requisito sanitario, amministrativo e previdenziale, l’Istituto attribuisce la pensione di inabilità, che decorre dal mese successivo alla data di esibizione dell’istanza. La legislazione in vigore prevede che la corresponsione delle pensioni di inabilità ricada il primo giorno bancabile del mese. 

Sistemi di calcolo

uso calcolatrice

A questo punto, è essenziale effettuare una distinzione, tra il pre e il post 31 dicembre 2011. Prima di tale data la pensione di inabilità veniva corrisposta in base al criterio contributivo. In poche parole, si considerava il requisito dell’anzianità contributiva che, in qualunque circostanza, non doveva essere superiore ai 40 anni, indipendentemente dall’età anagrafica del richiedente. 

La normativa attuale prevede, invece, che venga preso in esame il riferimento anagrafico per il rilascio della maggiorazione, vale a dire che è indispensabile il conseguimento dei 60 anni di età. In sostanza, la pensione di inabilità segue oggi differenti metodi di determinazione:

  • in assenza di contributi precedenti all’anno 1996 vige il sistema di calcolo interamente contributivo;
  • per i richiedenti che hanno meno di 18 anni di anzianità contributiva alla data del 31 dicembre 1995 vige il sistema di calcolo misto, che contempla la quota retributiva fino alla data del 31 dicembre 1995 e successivamente contributiva;
  • per chi vanta un’anzianità contributiva pari o superiore ai 18 ani alla data del 31 dicembre 1995 vige il sistema di calcolo retributivo. L’importo della pensione si compone di due quote. La prima, chiamata quota A, è quantificata sulla base dell’anzianità contributiva maturata al 31 dicembre 1992 e sulla media delle retribuzioni dell’ultimo quinquennio; o meglio delle 520 settimane di contribuzione (10 anni) o delle 260 settimane di contribuzione (5 anni) immediatamente precedenti la data di pensionamento rispettivamente per i lavoratori autonomi e dipendenti. La quota B è quantificata sulla base dell’anzianità contributiva maturata dal 1° gennaio 1993 alla data di decorrenza della pensione e sulla media dei redditi/retribuzioni dell’ultimo decennio per i lavoratori dipendenti e gli ultimi 15 anni per gli autonomi. 

Qualora il pensionato titolare della pensione di inabilità abbia un’età anagrafica inferiore ai 60 anni, riceve un aumento o maggiorazione contributiva, che fa alzare la somma accordata. Intendiamo una maggiorazione virtuale che non supera, in nessun caso, il tetto dei 2.080 contributi mensili, pari a 40 anni. In pratica, l’incremento segue il numero di settimane che intercorrono tra l’inizio della pensione di inabilità e il raggiungimento dei 60 anni di età anagrafica. Per quanto concerne il coefficiente di trasformazione (la percentuale che traduce in pensione annua il montante contributivo) vengono presi ad oggetto i parametri inerenti ai 57 anni di età, se i trattamenti previdenziali vengono presentati con un’inferiore età anagrafica. 

Incremento al milione

Inps sede

Con il decreto Agosto l’esecutivo presieduto da Giuseppe Conte ha sancito l’incremento al milione per le pensioni di inabilità da lavoro e gli invalidi civili totali. Nello specifico, la maggiorazione economica concessa per la pensione di inabilità è di 516,46 euro mensili, erogata per 13 mensilità, con data di decorrenza a partire dal 1° agosto 2020. I beneficiari possono richiedere, dal conseguimento della maggiore età, la corrispondente maggiorazione sociale per 13 mensilità. La restrizione che rischia di negare il riconoscimento dell’incremento al milione concerne la soglia reddituale. Il limite annuo da rispettare per il 2020 è pari a 16.982,49 euro. 

Durata e revisione pensione di inabilità

banconota 50 euro

L’assegno ordinario di invalidità ha una validità triennale, ossia ha una cadenza regolare di tre anni. La conferma automatica è subordinata a precisi riconoscimenti. Sebbene non dipenda da una predeterminata data, specie se le condizioni sanitarie dell’individuo sono stabili, per gli effetti e ai sensi della Legge 222/1984 può subire delle revisioni. Ciò significa che l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha la facoltà di avviare dei protocolli di controlli per accertare la sussistenza dei requisiti. A seguito del procedimento di revisione la prestazione può essere confermata nel caso in cui l’invalidità sia accertata al 100 per cento, trasformata in assegno ordinario di invalidità, se inferiore al 100 per cento ma superiore ai due terzi, oppure revocata, laddove sia accertato il recupero della capacità lavorativa a più di un terzo. 

La trasformazione della pensione di inabilità a pensione di vecchiaia non scatta in forma automatica. Nell’ordinamento attuale manca tale meccanismo. In presenza dei requisiti richiesti dal legislatore, il richiedente ha l’onere di esibire apposita istanza per la trasformazione da pensione di inabilità a pensione di vecchiaia. Nell’ipotesi di cambiamento in pensione di vecchiaia, per il requisito contributivo nell’ipotesi della trasformazione, non sono presi in esame i contributi figurativi attinenti ai periodi di godimento della pensione di inabilità.