INPS indebitata: cosa succederà con le nostre pensioni?

Inps

Complice lo scoppio della pandemia, l’Inps ha stanziato diverse misure a favore delle classi disagiate. Tra bonus, Quota 100 e reddito di cittadinanza, i conti dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale sono sprofondati. Il rosso è da far accapponare la pelle: nel 2020 salirà a 26 miliardi di euro, con un peggioramento di 19,637 miliardi rispetto alle previsioni. Ciò è da imputare alla diminuzione delle entrate e all’aumento delle prestazioni derivate dall’emergenza sanitaria ed economica, che l’Italia sta affrontando in questi mesi. Lo spiega il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza nell’approvare l’assestamento di bilancio 2020. 

Inps indebitata: incide la differenza tra il valore e il costo di produzione

Al momento, le entrate per contributi ammonterebbero a 221,2 miliardi di euro, registrando un calo di circa 15 miliardi (-6,3%), rispetto alle originarie previsioni. Prendendo, invece, in analisi le uscite, sarebbero pari a 26 miliardi di euro, un enorme peggioramento in confronto ai 19,6 stimati. Secondo il comitato, i numeri dipenderebbero dalla differenza tra il valore della produzione (360,7 miliardi di euro) ed il relativo costo (386,8 miliardi). Il tutto al netto di ulteriori 122 milioni per altri proventi ed oneri. 

Certamente, una delle maggiori preoccupazioni è legata allo stato patrimoniale dell’Inps, gravemente indebitata. Alla fine del 2020 l’esercizio dovrebbe attestarsi a 13,7 miliardi di euro, un peggioramento di 18,3 miliardi se rapportato ai prospettati 32 miliardi. A preoccupare principalmente gli osservatori è che ciò sta accadendo in maniera decisamente più veloce rispetto a quanto immaginato. 

La “ricetta anti-crisi”

Con riferimento alle pensioni, l’Inps o il legislatore hanno davanti un bivio:

  • aumentare le entrate dell’Inps, e dunque le tasse;
  • ridurre gli esborsi (reddito di cittadinanza, cassa integrazione e sussidi vari). 

L’organismo presieduto da Guglielmo Loy sollecita:

  • interventi straordinari per la formazione e le risorse umane;
  • il miglioramento strutturale delle prestazioni;
  • l’attuazione del Piano straordinario degli investimenti per le sedi finalizzato alla riduzione dei costi di locazione. 
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Circa l'autore

Giornalista pubblicista, laureato in Economia Aziendale all’Università degli Studi di Bergamo nel 2013, con la tesi “L’evoluzione del marketing nel calcio inglese e tedesco: due sistemi a confronto” (relatore Alberto Marino, interventi di Marcel Vulpis, Christian Giordano, Gianfranco Teotino e Gianni Di Marzio). La tesi è poi confluita nella biblioteca Gea World
Dal 2018 al 2019 curatore web per l’Avv. Stefania Calì, specializzata nel diritto di famiglia.