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Pensione 2020

Pensione 2020: tutti i modi per uscire dal mondo del lavoro

Il sistema italiano risulta tra i più complessi in tutto il Vecchio Continente, contemplando una serie di interventi che permettono di accedere alla pensione 2020 con età e contributi differenti. Tuttavia, a partire dal 2022, potrebbe suonare tutta un’altra musica. Mentre scriviamo esistono dieci opzioni attive sul territorio nazionale. 

Pensione 2020: i metodi in vigore nel sistema italiano

La prima è la pensione di vecchiaia raggiungibile a 67 anni per chi ha almeno versato 20 anni di contributi. Esistono, però, anche due varianti: 

  • quella anticipata per lavoratori affetti da un grado di invalidità civile con percentuale pari o superiore all’opera 80 per cento. Essa chiede almeno 20 anni di contributi e il compimento dei 61 anni di età per gli uomini e 56 anni di età per le donne;
  • quella contributiva è raggiungibile per chi ha almeno maturato 5 anni di anzianità contributiva una volta compiuti i 71 anni. 

Proseguendo nell’excursus, la pensione anticipata richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. La pensione anticipa contributiva è riservata unicamente a chi ha versato nel sistema puro, con 64 anni di età e la maturazione di 20 anni di contributi. Per accedere è richiesto che l’assegno sia pari a 2,8 volte il trattamento minimo Inps. 

Cosa potrebbe non esserci più nel 2022

Se il discorso si sposta sulla pensione quota 41, essa è esclusivamente riservata ai lavoratori precoci, ossia a coloro che hanno maturato almeno 12 mesi di contributi prima di compiere 19 anni. Questa pensione è raggiungibile al conseguimento dei 41 anni di contributi da caregiver, invalidi, disoccupati, gravosi ed usuranti.

A chi esercita una professione usurante è indirizzata pure la quota 97,6, che, come condizioni propedeutiche, fissa il compimento di 61 anni di età e il raggiungimento di 35 anni di contributi. Potrebbero infine ricevere proroga annuale, ma comunque sparire dalla circolazione nel 2022, l’ape sociale, l’opzione donna e la quota 100.