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Pensione a 62 anni nel 2023, quando non conviene la scelta

La Quota 103 permetterà la pensione a 62 con 41 anni di contributi ma non a tutti converrà questa scelta. Vediamo perchè.

Ormai è ufficiale, la Quota 103 entrerà in vigore il 1 gennaio 2023 e permetterà la pensione a 62 anni. Ovviamente solo a chi avrà maturato almeno 41 anni di contributi. Una pensione che prenderà il posto dell’attuale Quota 102. Che però richiede 64 anni di età ma solo 38 anni di contributi. Sicuramente più accessibile.

Quota 103, la nuova misura con vincoli

Essendo una modifica che si effettua sulla base della Quota 102, la Quota 103 ne erediterà tutti i vincoli. Non potranno accedervi, quindi, i dipendenti delle Forze Armate, ad esempio. Non si potrà lavorare dopo il pensionamento fino al compimento dei 67 anni. E ancora, per i dipendenti statali liquidazione del TFS/TFR solo dopo il compimento dell’età per accedere alla pensione di vecchiaia.

Limiti e vincoli che sembrano accettabili ma che potrebbero diventare molto pesanti nei 5 anni che si devono rispettare per andare in pensione a 62 anni.

Senza contare, poi, che questa tipologia di uscita ha un tetto limite all’assegno fissato a 2.625 euro lordi. Se spetta una pensione più alta si andrà a ricevere solo dopo alcuni anni. E per 5 anni di avrà una pensione “tagliata”.

A chi non conviene la pensione a 62 anni del 2023?

Si tratta di un metodo di pensionamento che non conviene a tutti. E questo è palese già dalle premesse. Per i paletti che impone, infatti, già non conviene alle donne. Ed il perché è molto semplice: si anticipa soltanto di 10 mesi l’uscita dal lavoro. Ma si avranno paletti e vincoli per tutti e 5 anni che separano dai 67 anni.

Poi sicuramente non conviene a chi intende avere redditi da lavoro oltre quelli da pensione. E non si deve considerare solo il reddito da lavoro dipendente. Ad esempio, se si è pubblicato un libro, gli eventuali profitti del diritto d’autore non si può cumulare con la pensione quota 100, 102 o 103.

Deve pensare bene ad accedere a questa tipologia di pensione anche chi ha abbondantemente superato i 41 anni di contributi. In questo caso va valutato se vale la pena attendere di raggiungere il requisito contributivo per accedere alla pensione anticipata ordinaria.