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Rivalutazioni Pensioni errate, tutto da rifare

Le rivalutazioni errate sulle pensioni portano a dei conteggi sbagliati per gli assegni mensili, ecco cosa è successo.

Rivalutazioni errate delle pensioni, perchè?

Il tema delle pensioni rimane sempre a tema del dibattito politico. L’attenzione è molto alta e ogni giorno arrivano nuove notizie sull’argomento. Così sembra che il valore dell’aumento sia errato. E la motivazione sembra davvero molto semplice.

Il problema è legato al tasso dell‘inflazione. La stima dell’inflazione è stata fatta a novembre 2022 il cui tasso era pari al 7.3%, ma a dicembre 2022 il tasso era aumentato fino all’8.2%. Quindi c’è una differenza percentuale dell’1% che non era stato previsto e conteggiato per stimare le rivalutazioni delle pensioni.

Inps

L’Inps ha applicato un tasso di rivalutazione dell’1,6% rispetto all’1,7% ufficializzato dal Ministero dell’Economia a novembre 2021. Per questa ragione molti pensionati non si ritrovano con i propri conti.

L’inflazione è l’aumento generale del livello dei prezzi. Quindi se la percentuale aumenta vuole dire che i prezzi, in generale, sono più alti. Non si parla di grandi importi, ma comunque le pensioni non sono esattamente adeguate al valore inflazionistico. Si parla dell’ordine di 10-12 euro mancanti al mese che per dodici mensilità non sono tanto, ma a questo punto cosa fare?

Ecco il comunicato stampa direttamente dal sito dell’INPS

A questa domanda risponde la stessa normativa. Infatti è previsto che la somma derivante dallo scostamento deve essere restituita.