Turismo: coste piene, città d’arte vuote

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Come va l’economia del turismo in Italia? A due velocità. Coste piene, città d’arte vuote. Lo dice Confcommercio. Nelle località di mare, le prenotazioni sono in aumento con punte del 50% rispetto al 2019. Prosegue la sofferenza delle città d’arte, da nord a sud: il 70% circa delle attività ha ritenuto più conveniente chiudere i battenti, mentre chi rimane aperto incassa il 50/60% in meno rispetto a un anno fa.

Bisognerà vedere, con la chiusura delle discoteche, se le località di mare saranno ancora così attraenti. Sfortuna chiama sfortuna: se chiudi le discoteche, molti ragazzi non vedranno più il mare come la possibilità di svago notturno.

Rammentiamo che il turismo, in Italia, genera il 13% del Pil. Con un giro d’affari da 230 miliardi di euro. E ci sono 3 milioni di addetti ai lavori, ossia il 15% dell’occupazione totale. Son stime Enit – Agenzia Nazionale del Turismo. Ma occhio: nel 2020, il turismo contribuirà al prodotto interno lordo italiano per 5,8 punti percentuali in meno rispetto all’anno precedente. Con una crisi forte a giugno e luglio, e una piccola ripresa ad agosto.

A soffrire sono anche gli hotel. Bernabò Bocca (presidente Federalberghi) attacca il Governo per gli scarsi aiuti in arrivo: una tale catastrofe non può essere curata con i pannicelli caldi che abbiamo intravisto nelle bozze del decreto che il Governo si appresta ad emanare. Bocca ha presentato al Governo un insieme di suggerimenti che permetterebbero, senza richiedere una ricostruzione completa del decreto, di migliorare decisamente il pacchetto di misure per il turismo.

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